Editori e blogger a rischio di autoreferenzialità?

“Le conseguenza sono molteplici: più libri vuol dire meno tempo per sceglierli, lavorarli e promuoverli. Ma anche meno tempo a disposizione di ogni libro per trovare i propri lettori. Il risultato? Abbassamento della qualità, crollo del tempo di permanenza sullo scaffale, ridotto a volte a poche settimane, vendite medie sempre più basse.”

Andrea Coccia, articolo su Linkiesta
Qualche giorno fa ho letto questo articolo molto interessante che vi consiglio di leggere, dove in sostanza si dice che il vero problema in Italia sono i troppi libri pubblicati in relazione al numero, sempre più o meno stabile, di lettori.
Voi non avete mai avuto questa impressione? 
Io, francamente, molto spesso. 
Questa sovrabbondanza non riguarda solo le big del settore: ci sono case editrici minori che hanno aumentato i ritmi e pubblicano un numero di titoli simile a quello dei grandi marchi, e mi chiedo se non ne risenta la pubblicizzazione dei vari libri e autori.
Per non parlare poi del selfpublishing: a prescindere dal fattore qualità, non essendoci il filtro di un editore, contribuisce enormemente all’incremento dei libri sul mercato.
Ed ecco che ci troviamo con una produzione ingigantita.
Per fare un esempio banale e personale. Ora, a tutti piacerebbe avere una libreria in stile La Bella e la Bestia, ma posso dirlo? A me le librerie troppo grandi e con troppi libri mettono ansia: non so dove mettere prima le mani, da dove cominciare a guardare, cercare, spulciare, c’è talmente tanta roba che non mi basterebbe un giorno intero per leggere tutti i titoli e le trame. E allora preferisco non guardare o limitarmi a una piccola sezione. La stessa cosa mi succede pensando al mercato del libro: troppi titoli, troppo poco tempo.

Insomma, la freneticità delle nostre vite ha contagiato anche il mondo della lettura.
C’è da preoccuparsi? 
Francamente, sì.

La lettura è passione, è relax, ogni libro richiede tempistiche differenti. Non è una maratona, non è fare a gara a chi legge più libri in un anno. A che pro leggere in fretta se poi non si ricorda niente?Questa situazione mi ha portato a riflettere e mi sono resa conto che non è solo un problema di case editrici, ma una questione di mentalità e di società.
Ci sentiamo tutti opinionisti, tutti critici, tutti scrittori. Ognuno sente il bisogno di dire la propria e il web diventa una cacofonia di voci, di storie, di opinioni e la maggior parte di esse, spesso, vengono ignorate.

Basta abbasare lo sguardo, abbassare un po’ il tiro, per rendersi conto che tutto questo parte già da noi. Noi, sì, noi blogger. Parliamo di qualcosa che conosciamo meglio.
Ci si trova a dover gestire mille rubriche e iniziative, ci si sente in dovere di pubblicare almeno un post al giorno, almeno una recensione a settimana… ma poi, effettivamente, c’è qualcuno che legge e che commenta? Siamo tutti troppo presi dal dire la nostra e così ci si dimentica che è importante anche sentire il parere degli altri. Troviamo il tempo di scrivere i nostri articoli, ma non di leggere quelli altrui e, chissà, magari funziona così per altre cose, altri ambiti, per lo scrittore che deve rispettare la scadenza con la casa editrice e non trova il tempo per leggere.  
Questo, per me, significa perdere di vista l’obiettivo, il senso del “dire la propria”, del comunicare e condividere la propria idea, che sia tramite l’articolo di un blog o di un nuovo romanzo: se nessuno legge, se nessuno trova il tempo di commentare, diventa come parlare con un muro.

Questa non vuole essere un’aspra critica a case editrici o blogger, è semplicemente una riflessione, partendo dal presupposto che anche io, già da questo articolo, dimostro di rientrare nella categoria del “voler dire la propria”. Tutti ne facciamo parte ed è indubbiamente difficile discostarsene.
Molto spesso questo aspetto mi porta a voler chiudere il blog: è vero che scrivo soprattutto per me stessa, ma a volte è frustrante non vedere interesse dall’altra parte.
Quindi il mio invito è ciò che mi riprometto io stessa di fare: tornare ad ascoltare e a confrontarsi.

Ps: se siete interessati all’editoria, vi consiglio di leggere anche questo articolo che parla della distribuzione. Fa riflettere e dà il quadro di una situazione veramente disastrosa.

Lucca Comics&Games 2016

Ebbene sì, dopo anni in cui prometto di tornarci, sono stata finalmente al Lucca Comics!
Se qualcuno di voi ha mai fatto questa esperienza non ci sarà bisogno di dirvi il caos e la calca allucinante; in ogni caso, qualsiasi cosa stiate immaginando è comunque quella giusta.
Stanchezza a parte, sono stati due giorni bellissimi, resi ancor più speciali dalla presenza di Angharad, una delle Belle de La Bella e il Cavaliere.
Abbismo girato come due trottole per riuscire a fare tutto quello che avevamo in programma e, signore e signori: CE L’ABBIAMO FATTA!
Angharad mi ha trascinata alla conferenza di Brandon Sanderson e di Virginia De Winter, due autori che conoscevo molto poco, ma di cui mi sono subito innamorata. Pensate che il primo ha persino chiesto di fare un applauso al traduttore italiano dei suoi libri (presente in sala) e la seconda ha chiesto al pubbico di farle delle domande! Insomma, li voglio sposare ❤
Come dimenticare poi Chiara Panzuti che ha voluto incontrarmi, che mi ha incoraggiata nei miei progetti di scrittura e con cui condivido il fascino per i paesi e le culture del nord del mondo?
E ora veniamo agli acquisti!
Come vedete, ho preso tre poster di cui vado fierissima! Cloud di Final Fantasy, Kingdom Hearts e Fullmetal Alchemist. Così la camera della mia sede universitaria sembrerà meno vuota e meno bianca.
Sopra, partendo da sinistra:
Il Duco Mentario di Fraffrog e Richard HTT. Sono stata in fila sabato inutilmente per 40 minuti,
sperando di poter ripassare domenica per il firma copie e per rimediare una foto. Domenica, alla fine, mi è stato impossibile, ma siccome ogni tanto una gioia c’è, ho incontrato per puro caso Fraffrog, le ho chiesto gentilmente la firma e una foto. Sì, la foto esiste e no, non la vedrete mai. Potrebbe causarvi immediata perdita della vista per quanto ero sfatta.
Mi spiace solo di non aver incontrato anche Richard, ma non si può voler tutto dalla vita u.u
Sì, il mio vero nome è Manuela XD
Il Principe Spezzato di Bianca Marconero. Ora, seriamente: poteva mancare? u.u Qualsiasi cosa abbia scritto Bianca è mio, soprattutto se riguarda Albion! Poi sapete che non amo gli ebook, quindi avere la versione cartacea per me è troppo bello. Quando li avrò tutti farò un altarino solo coi suoi libri, lo so u.u
Tutto per un drago di legno di Davide Cenci e Rita Micozzi. Ero curiosissima di leggere qualcosa di loro e poi la copertina verde con quei topini mi ha conquistata! Un ringraziamento particolare va a Rita, a cui ho lasciato carta bianca per il disegno: ha saputo azzeccare il personaggio, è il topino più alto (sono alta anche io) e tira con l’arco (sport che voglio iniziare a gennaio). 
La Lettrice. Lo spirito dei ghiacci di Chiara Panzuti. Ho aspettato fin troppo per comprare questo libro e ora che ce l’ho voglio leggerlo al più presto! L’unica cosa è che per vari imprevisti Chiara non ha potuto autografarmelo né fare una foto con me u.u E quindi ormai dobbiamo per forza incontrarci un’altra volta e rimediare
In sostanza un Lucca Comics davvero speciale per le cose che ho visto e le persone che ho incontrato, non posso descrivervi tutte le emozioni, tutte le persone che mi hanno fatto sentire il loro affetto, che mi hanno regalato tanti bei momenti che porterò sempre nel cuore.
Andateci con le persone giuste, andateci per le persone giuste e divertitevi. 
E scarpe comode, mi raccomando!

Il triangolo no, non l’avevo considerato! La breve storia triste della Friendzone

Buongiorno amici del Pozzo dei Sussurri!
Oggi, come potete intuire dal titolo, si parla di triangoli amorosi.
NB.: in questo post, per forza di cose, generalizzerò. Parlerò secondo la mia esperienza da lettrice, ben consapevole che ci sono sicuramente delle realtà che non conosco. Non sono scesa nei particolari a citare libri perché avrei rischiato di fare spoiler.

Ci sto riflettendo da un po’, evidentemente non ho niente di meglio da fare, e sono giunta alla mia personale conclusione.
Ammetto di aver incontrato pochi libri che abbiano questa struttura, ma sulla base di quelli che ho letto posso affermare che come escamotage letterario non mi piace.
Partiamo proprio dalla mia esperienza.
Leggendo due trilogie ho notato che, nel primo libro di entrambe, avevo gli occhi a cuoricino per quello che chiaramente sarebbe stato l’Eletto. Nel secondo libro, però, passata la fase ormonale, mi sono ritrovata ad essere affascinata dal povero Scartato. 
Perché?
La risposta può essere data da più punti di vista:

  1. La protagonista di solito, se il triangolo non ha solide basi, si innamora dell’Eletto per un colpo di fulmine, per qualcosa di simile o… “perché è bono da morì!” [cit. Robin Hood. Un uomo in calzamaglia]
  2. La protagonista e lo Scartato si conoscono già da prima, magari sono anche amici e c’è una base un po’ più solida per far nascere una relazione.
  3. Lo Scartato è un badboy e noi lettrici sempre a volte subiamo il fascino di questi ragazzacci. 
  4. Infine perché la friendzone fa paura a tutti e non possiamo non piangere la caduta di un nobile e valoroso Scartato.
L’amore tra la protagonista e l’Eletto, spesso, è quasi totalmente infondato. In un primo momento, presa dalla foga e dal delirio dei sensi, lo condividi e credi di amare alla follia quel personaggio, ma passata la tempesta ormonale, ti chiedi: “Ma perché? Chi sei tu? Che vuoi?”
Ora, con questo non voglio dire che si debba sempre dare una spiegazione a tutto, soprattutto ai sentimenti, visto che la razionalità in questo campo è fuorigioco. Però ho la sensazione che gli Scartati siano caratterizzati meglio degli Eletti, che abbiano uno spessore psicologico, una personalità che i rivali non dimostrano. Forse perché gli Eletti hanno la vittoria già in tasca e non hanno da temere la friendzone, mentre gli Scartati lottano fino all’ultimo per usurpare il Trono di Spade dell’Ammore?  

Riapriamo vecchie ferite!
Sempre basandomi sulle mie letture, trovo che il rapporto con lo Scartato venga alla luce più di quello con l’Eletto, che sia più maturo e meno fiabesco. Insomma, sa meno di cotta adolescenziale.
D’altra parte capisco che l’idea del triangolo amoroso è per portare avanti la trama, per creare un ostacolo, ma riguardo a questo aspetto penso che si possano trovare altri modi per rendere la vita difficile a due innamorati, e comunque sia la vita di coppia ha già i suoi problemi senza che ci si infili il terzo incomodo. Anche perché nel caso in cui la protagonista arrivasse a cedere alle attenzioni del Futuro Scartato (solitamente parte riservata al secondo libro), vuol dire che l’amore che nutre per l’Eletto non è così forte, no? 
Mi rendo conto anche che, probabilmente, non riuscirei a rimproverare l’autrice per la scelta dell’Eletto: certi libri si capiscono già dal primo sguardo e sai che sono stati scritti per finire in quella maniera; se pensassi di cambiare il finale è come se snaturassi qualcosa. Eppure sono convinta che i finali alternativi abbiano da dire molto di più. Chissà, magari dopo la fine del libro la protagonista, passata la fase della pubertà e riacquisito il controllo della propria mente, finirebbe per scaricare l’Eletto u.u
Forse i triangoli amorosi funzionano tanto perché ci fa sentire un po’ contese da due baldi giovani, alimentano la nostra parte più civettuola? Mah, non sono ancora convinta.
La cosa veramente odiosa in tutto questo è anche l’atteggiamento che la protagonista può avere nei confronti della questione, ma questa è un’altra storia.
Voi che ne pensate? Fate parte del Team Eletto o del Team Scartato?
Yvaine

Penny: 3 anni di pelosità

Buongiorno Lettori! 
Finalmente arriva il weekend, ci si può riposare e si prende una pausa dal lavoro. Ma oggi per me e per mia sorella Mirial è una giornata ben più importante!

Ma quanti dispetti che ti facciamo?
Oggi è il compleanno della nostra micia, dispettosa, bipolare e affettuosa (quando vuole) Penny!
L’abbiamo introdotta clandestinamente in casa nostra, contro il volere dei nostri genitori, che in realtà non ne sapevano nulla xD
La commozione che ho provato quel giorno al vedere davanti a me un esserino impaurito, una piccola vita di cui da quel momento sarei stata responsabile, è quasi la stessa che provo oggi, guardandola ormai grande, essendo separate da molti chilometri e vivendo lei ormai a casa di mia sorella, contenta di averle dato un tetto sopra la testa, una famiglia e un po’ di felicità. 
Penny, con la sua doppia personalità da coccolona e da assassina, che non cambierei con nessun altra per niente al mondo. Me la tengo così, coi difetti e coi denti affilati che ha, perché è unica ❤
L’università ci ha separate, ma in camera ho un quadro e un portafoto sul comodino con le sue foto.
Sì, ho quelle della mia gatta e non quelle della mia famiglia XD
Ho vissuto sedici anni senza un gatto e mi chiedo come ho fatto, che vita infelice fino ad allora!

Ieri…

… oggi


Insomma, da cuscino a soprammobile XD
Bene, credo che sia meglio chiudere qui questo post, sarei capace di postare tutte le foto che le ho fatto in questi anni.
E voi, avete un amico pelosetto? =)
Yvaine

#SalTo2016 Parte 2: Gli incontri

Buongiorno Lettori!

Eccoci qui con la seconda parte del resoconto sulle due giornate che ho passato al Salone di Torino e, come potete intuire dal titolo, vi parlerò delle persone che ho conosciuto.

A rendere speciale queste giornate sono stati soprattutto gli incontri che ho fatto.

Ho ritrovato Alaisse, Amaranth e Angharad, le mie amiche e colleghe del blog La Bella e il Cavaliere e, anche se siamo riuscite a passare poco tempo insieme, sono molto contenta di averle riviste. Abbiamo parlato di libri, blog e autori… cosa può esserci di meglio che parlare delle proprie passioni con chi le condivide? 😉
Grazie a loro ho conosciuto anche Martina del blog Liber Arcanus: a lei va un ringraziamento speciale perché nonostante fosse passato molto tempo da quando avevo lasciato il blog e nonostante mi fossi aggiunta al suo altrettanto tempo prima, si è sorprendentemente ricordata di me e del mio piccolo angolino. Grazie, Martina! Mi hai incoraggiata moltissimo a mantenere un po’ di costanza ora che ho riaperto il blog 🙂
Passando agli autori, non so davvero da dove cominciare.
Venerdì sono stata all’incontro con Giuseppe Festa che presentava il suo ultimo libro, La luna è dei lupi. Devo ammettere che ero un po’ in imbarazzo perché ero circondata perlopiù da bambini o ragazzini e mi sentivo un po’ come un pesce fuor d’acqua, col mio metro e settantatré di altezza, i loro sguardi sembravano dirmi: “Tu, essere enorme! Che cosa ci fai qui?” XD
Ho fatto finta di niente, mi sono seduta e mi sono goduta l’incontro!
L’autore ha spiegato com’è nata l’idea per il suo libro, dopo essere stato al Parco Nazionale dei Monti Sibillini, a grandi linee la gerarchia all’interno del branco dei lupi e altre informazioni di questo tipo che in parte avevo già letto non so dove.
La cosa che però mi è piaciuta di più è stato sentire la storia di Merlino, un lupacchiotto malato di rogna, e, vederlo in salute, con la pelliccia folta e completamente ripreso mi ha commossa!
Ha parlato anche del lupo Navar, salvato con la respirazione bocca a bocca. Anche di questo vi lascio il video.
A fine giornata sono andata alla presentazione del libro Fiabe rosse di Lorenzo Naia e illustrato dalla talentuosa Roberta Rossetti, con cui ho avuto il piacere di parlare. E’ stato bello scoprire che anche loro, mentre scrivevano e illustravano l’altro loro libro, Briciole, avessero così tanta voglia di dolci da andare a far merenda nei locali parigini. Avevo deciso che i miei acquisti erano terminati, invece la presentazione mi ha incuriosita così tanto che, col portafoglio mezzo vuoto, ho comprato anche quello!
Il resto del tempo l’ho passato allo stand della Gainsworth a importunare Ester Trasforini e Manou Hanoi, autrici rispettivamente de La principessa sbagliata e Ive e il principe dei topi.
Ringrazio Ester per la pazienza che ha avuto nel sopportarmi prima in chat e poi dal vivo, e Manou per avermi incoraggiata nella scrittura. Con loro ho parlato di lettura, di scrittura e di case editrici, le conversazioni che ho avuto con loro mi hanno stimolata e hanno risvegliato la mia creatività, sia per quanto riguarda i miei progetti di scrittura sia per quanto riguarda il blog (spero di potervene parlare presto!)

Un ultimo ringraziamento lo devo alle mie amiche, Giulia e Rachele, che hanno accettato di accompagnarmi al Salone, hanno sopportato le mie chiacchiere e il mio aggirarmi tra gli stand come una pallina da ping pong XD

Grazie a tutti voi per aver reso quei due giorni così pieni di cose belle da non farmi sentire la fatica e il caldo della fiera ❤

Yvaine

#SalTo2016 Parte 1: Gli acquisti

Buon pomeriggio Lettori!

Finalmente sono riuscita a fermarmi un attimo e posso parlarvi in tranquillità della mia esperienza al Salone del Libro di Torino di quest’anno. 
Come forse alcuni di voi sapranno, non è la prima volta che ho l’occasione di parteciparvi, ma penso che questa edizione per me sia stata molto più speciale delle altre (e scusate se in italiano questa frase sembra un po’ scorretta), ma partiamo con ordine.
Quest’anno avevo deciso di acquistare esclusivamente libri di autori esordienti e di Case Editrici minori, che molte volte avrei voluto comprare, ma per un motivo o per l’altro mi sono sempre trovata a rimandare. Ho voluto dare fiducia a questi editori, ma soprattutto agli autori, dando cosi’ un contributo, seppur piccolo.
Vi ho messo curiosità? E allora guardate le foto qui sotto!

Non è il bottino di pepite e dobloni dei pirati, ma direi che il valore, per me, è uguale visto come sono fiera dei miei acquisti!

Sulla sinistra sono riuniti quasi tutti; partendo dal basso:
Briciole, di Lorenzo Naia, illustrato da Roberta Rossetti e edito da VerbaVolant;
Fiabe in rosso, sempre di Lorenzo Naia, illustrato da Roberta Rossetti e edito da VerbaVolant;
Ive e il principe dei topi. Le cronache di Rattinia, di Manou Hanoi edito da Gainsworth Publishing:
Questo non è un romanzo fantasy!, di Roberto Gerilli edito da Plesio editore;
La luna è dei lupi, di Giuseppe Festa edito da Salani.
Al centro potete vedere in tutto il suo splendore La principessa sbagliata di Ester Trasforini edito dalla Gainsworth Publishing, e accanto, sempre della stessa Casa Editrice, Di metallo e di stelle. L’apprendista di Leonardo, di  Luca Tarenzi.
Questi ultimi non sono nella pila perché li ho affidati alla gentilissima Angharad del blog La Bella e il Cavaliere per farmeli autografare :3
Ho approfittato della presenza degli autori per farmeli autografare tutti, tranne Questo non è un romanzo fantasy perché l’autore non era presente. Ma guardate un po’ cosa c’è scritto nelle varie dediche? C’è un saluto anche per voi!

Dedica dell’autore con tanto di disegno dell’illustratrice! *-*

Le cronache di Rattinia e l’autografo della simpaticissima Manou!

Che onore… non so che altro dire!
Autografo di Ester e disegno di Fiorenzo *-*
L’augurio di Luca Tarenzi!

Dato che il post sta venendo esageratamente lungo ho deciso di dividerlo in due parti!
Nella seconda parte parleremo di autori e blogger che ho conosciuto!

A presto,

Yvaine

Blog in trasferta al #SalTo 2016, 12 – 13 maggio!

Buongiorno a tutti, cari Lettori!

Quando leggerete questo post io sarò già in marcia verso il Salone del Libro di Torino, o magari sarò già arrivata.
Qualcuno di voi sarà presente? 🙂

Sarò a gironzolare tra gli stand giovedì pomeriggio e tutta la giornata di venerdì, nel caso foste interessati a incontrarmi scrivetemi in privato sulla pagina Facebook del blog.
Vi terrò aggiornati il più possibile tramite Facebook, ma al mio ritorno vi parlerò sicuramente in maniera più approfondita di acquisti e incontri!

Ps: domani troverete comunque un post che ho preparato per voi, se vi va di passare!

A presto!

Yvaine