Recensione "Il Male degli Avi. Oltre i confini" di Giorgia Staiano

Titolo: Il male degli avi. Oltre i confini
Autore: Giorgia Staiano
Pagine: 220
Editore: Astro Edizioni
Prezzo: 12.90 €
Trama

L’umanità ha fallito. La Madre Lios, stanca dei continui soprusi subiti, ha distrutto la razza umana, salvando solo pochi eletti. Millenni dopo, gli Elit, uno dei sette popoli della Nuova Era, proibiscono le emozioni negative. Un giovane, però, viene meno a questo giuramento. Mizar è irascibile, scontroso e in eterno conflitto con se stesso; nulla può contro la sua parte più oscura. In tutto il mondo, intanto, prende corpo una macabra consapevolezza: i bambini stanno nascendo senza anima. Lios ha mantenuto l’antica promessa. Un viaggio obbligato di dominio e conquista condurrà Mizar negli angoli più sperduti del globo dove, insieme alla giovane Kaila del popolo guerriero dei Dashu, affronterà i suoi demoni. Il Male degli Avi non ha ancora vinto…

Il male degli avi è un libro che da subito ha catturato la mia attenzione, ha una trama con buoni spunti di riflessione e tutto sommato è piacevole da leggere, con uno stile ben misurato, ma purtroppo è costellato di errori di ingenuità. 
Il romanzo è un distopico fantasy ambientato nel nostro mondo millenni dopo la quasi completa distruzione del genere umano, infatti sono sopravvissuti solo sette popoli eletti sparsi nei vari continenti.
È stata la Madre Lios, la divinità in cui credono gli umani, a impartire una lezione tanto dura, ma le motivazioni e il modo in cui si è arrivati quasi all’estinzione vengono espressi in modo generico, si accenna a cambiamenti climatici, a cataclismi e poi c’è questo riferimento poco chiaro al fatto che le armi siano da ritenere responsabili:

«Ma esse non sono gli strumenti che hanno condotto gli Avi alla distruzione?»

Molte altre cose non trovano una giustificazione o una spiegazione. Per esempio non si capisce se i vari popoli sappiano dell’esistenza gli uni degli altri e, dato che da centinaia di anni vivono isolati e senza avere contatti tra di loro, sembra anche strano che parlino tutti la stessa lingua.
In generale possiamo dire che l’autrice commetta errori di ingenuità nel gestire una narrazione ampia, poteva giocare un po’ meglio le proprie carte, altre volte sarebbe bastata un po’ di documentazione in più, per esempio per quel che riguarda l’equitazione, niente che un editing non possa comunque risolvere. 
Per quanto riguarda i personaggi, non sono riuscita ad affezionarmi a nessuno di essi. 
Mizar, il protagonista, dal carattere irascibile e orgoglioso, l’ho sopportato un po’ poco, è troppo vittima di quella rabbia cieca che lo fa agire in modo sconsiderato, ma tra tutti è quello indubbiamente più riuscito.
Personalmente ho trovato gli altri personaggi privi di particolare spessore, con una caratterizzazione minima, in alcuni punti mi sono sembrati anche incoerenti, i personaggi secondari mancano del tutto o sembrano una macchia indistinta sullo sfondo.
Lo stile è la parte del libro di cui sono rimasta maggiormente soddisfatta. La scrittura di Giorgia Staiano è limpida, senza tanti fronzoli ma nemmeno troppo elementare, scorre veloce senza intoppi, a parte qualche refuso e qualche utilizzo improprio di alcune parole.
Nel complesso, pur con tutti gli aspetti che con mio grande dispiacere non mi hanno convinto, è stata una lettura veloce e leggera. Purtroppo non posso ignorare gli aspetti negativi, ma riconosco che per quanto riguarda l’inventiva e lo stile l’autrice ha del potenziale e mi auguro che possa migliorare e crescere sempre di più nel suo percorso.

#SEMEPI: Intervista all’editrice Francesca Costantino, Astro Edizioni

Oggi sul Pozzo ospitiamo di nuovo l’iniziativa di #SEMEPI, che consiste nel sostenere le piccole case editrici… intervistando direttamente gli editori!
Ve ne ho parlato QUI e potete trovate maggiori informazioni cliccando sull’immagine in alto nella colonna di destra.
Vediamo quale Casa Editrice conosceremo oggi!

La Casa Editrice

La Mi presento, sono Francesca Costantino, direttore editoriale e proprietaria della casa editrice “Astro edizioni”, per me un faro di luce per l’umanità.
Voglio che la mia casa editrice sia un punto di riferimento per autori, colleghi editori, comunicatori di professione, giornalisti e personaggi pubblici per comunicare in modo costruttivo, “verso”.
Voglio che Astro edizioni diventi un sistema diffuso e contagioso di fare cultura in modo sano, cambiando il modo di pensare per l’evoluzione dell’umanità.
Per questo, pubblico libri che contengano storie di vita esemplari, libri per ragazzi e fantasy/fantascienza anche per adulti, perché penso che la fantasia possa essere metafora della vita, da prendere con divertimento. Pubblico anche manualistica pratica, utile nel quotidiano e tutto ciò che mi colpisce non solo a livello stilistico, ma anche nei contenuti/messaggi.

Per me è importante, per Essere.
Astro chi legge!

CONTATTI UTILISito: Astro Edizioni
Gruppo Facebook: Astro Edizioni (Gruppo)
E-mail: astroedizionisrls@lamiapec.it

Diamo il benvenuto a Francesca Costantino, l’editrice di Astro Edizioni.
Ma bando alle ciance: cominciamo subito con le domande.

Cominciamo con una domanda semplice, ma che mi ha sempre incuriosita: qual è il motivo della scelta del nome della Casa Editrice e del logo?
Un sogno, direi più una VISIONE, di creare qualcosa che “brillasse” come un astro e indicasse la via, come un faro di luce. E questo per sostenere sia autori emergenti, sia case editrici piccole che da sole sparirebbero. Il logo è un sole stilizzato, con ingranaggi steampunk, con dodici raggi, che sono i livelli di evoluzione dell’essere umano.
Lasciamo da parte le curiosità e veniamo alle domande tecniche! Qual è la vostra linea editoriale? Di quali generi vi occupate?
Soprattutto di fantasy in tutte le sue connotazioni: classico, fantascienza, distopico, horror, dark, romance, urban e chi più ne ha, più ne metta! Ho anche libri fantasy per bambini, parodie di grandi classici, libri di narrativa (che sono soprattutto storie vere e racconti di viaggio), manualistica pratica con consigli ad esempio di cucina; sto ampliando il catalogo anche a gialli classici e thriller, sempre con elementi “strani e visionari”.
Pubblicate solo libri di autori italiani o anche di autori stranieri? Perché questa scelta?
Entrambi. Sto aprendo all’horror Made in USA, alla narrativa olandese e francese. Poco importa da dove venga l’autore, purché abbia una buona penna e, soprattutto, un messaggio nascosto tra le righe del suo romanzo, un’idea che vada oltre le pagine.
Pubblicate cartacei o ebook?
Entrambi, ed entrambi con distribuzione nazionale.
Su quale aspetto ponete maggior attenzione per la pubblicazione e/o promozione di un libro? 
Resa del prodotto (editing tecnico professionale, impaginazione e grafica di livello, carta e copertine di alta qualità, illustrazioni a opera di artisti anche di fama), cura del dettaglio, promozione in fiera con stand colorati e ben visibili.
Qual è la distribuzione della vostra Casa Editrice? 
Nazionale (LibroCo, Fastbook, IBS, Amazon) e internazionale (Street LIB/Narcissus; Create Space per spedizioni all’estero).
Siamo già giunti all’ultima domanda! Prima di salutarci un’ultima cosa: qual è la qualità indispensabile per un editore? E quali requisiti deve avere un autore per attirare la vostra attenzione? 
Secondo me, oltre all’intuito (sia per i testi sia per le persone con cui si lavora), anche e soprattutto la volontà di “fare rete” con altre realtà: per me la concorrenza non esiste, c’è solo il rispetto per gli altri e l’amore per i libri, che può spingere solo ad aiutarci a vicenda tra autori, editori, distributori, librai e media. Un autore deve possedere abilità di linguaggio sia in italiano sia nel saper trasferire quel che sente e prova. Essenziale poi che abbia voglia di “metterci la faccia”, proporsi dal vivo e anche attraverso i social network. Il lavoro congiunto tra autore ed editore è essenziale!

Grazie mille a Francesca Costantino per averci dedicato parte del suo tempo e aver soddisfatto la nostra curiosità.

Io vi rimando alla pagina Facebook di SEMEPI, ricordandovi che per i prossimi 7 giorni pubblicizzeremo 7 titoli del catalogo dell’Astro Edizioni.
Mi raccomando, passate a trovarci!

Yvaine

Recensione "Tutto per un drago di legno" di Davide Cencini e Rita Micozzi


Titolo: Tutto per un drago di legno
Autore: Davide Cencini
Illustratore: Rita Micozzi
Pagine: 96
Editore: Astro Edizioni
Prezzo: 9.90 €
Trama

La vita del topolino Surri è segnata da una piccola malformazione: è nato con una codina corta e storta, ciò lo rende goffo e timido verso i suoi coetanei, che si prendono gioco di lui. Al raduno dei clan muscu, però, incontra Scresah, un adolescente sbruffone e sfrontato, con il quale rivaleggerà per recuperare un talismano magico in grado di guarirlo; la loro impresa sfocerà in una girandola di eventi che porteranno lo scompiglio al raduno, durante i quali Surri scoprirà non solo di essere coraggioso, ma anche che essere diversi non è poi tanto male.
Cosa fareste se foste dei topolini, nasceste con una codina storta e se questo, nel vostro mondo, fosse un cattivo segno? Ce lo racconta il topino Surri, con la voce di Davide Cencini e i disegni di Rita Micozzi in Tutto per un drago di legno.
Ci troviamo nel mondo di Oma, che gli esseri umani condividono con i muscu, una razza di topi umanoidi, alti circa un metro. Ogni anno i clan muscu raggiungono la valle per il raduno, tra festeggiamenti e mercatini dove è possibile trovare oggetti di ogni sorta. 
Ed è proprio in questa occasione che Surri, stanco della sua coda a forma di scaletta che lo rende goffo e oggetto delle prese in giro dei coetanei, incappa in una prodigiosa statua di legno in grado di curarlo. L’unico problema è che, mentre sta cercando di venire a patti col proprietario… la statua sparisce!
Toccherà quindi a Surri e all’impertinente Scresah mettersi sulle tracce del talismano e del ladro, e il nostro protagonista avrà un’importante lezione da imparare.
Di qui la trama procede lineare e semplice, ma non risulta affatto scontata. E’ carina e godibile, anche per chi come me è un po’ cresciutella, e mi è piaciuto molto anche il messaggio finale che preferisco scopriate da soli.
Lo sviluppo della storia è molto breve, data la lunghezza, ma ho apprezzato in modo particolare la scrittura: il vocabolario non è stato semplificato fino al ridicolo, come accade sempre più spesso nei libri indirizzati ai giovani, ma quello che mi è piaciuto di più è lo stile fresco e divertente di Davide, che riesce a farti affezionare ai personaggi in poche e rapide pennellate.
Primo fra tutti, Surri, dal dolce musino, dalla coda storta, onesto, leale e, vi assicuro, coraggioso, nonostante la goffaggine che lo contraddistingue. Chi di noi non si è mai sentito maldestro? Io lo penso di me ogni giorno e questo, probabilmente, fa di me la sorella umana di Surri.
Il co-protagonista, Scresah Enkawa, è un tipo tutto pepe: furbo, un po’ imbroglione, sfrontato, pasticcione e aspirante mago. Insomma, un altro roditore che sa il fatto suo! 

«Vendimi quel drago, lo compro io!».«Ma non era una patacca?» , borbottò Henz.«D’accordo, non l’avevo guardato bene. Te lo pago, vediamo… dodici uova, una cucciolata di gattini e, mi voglio rovinare, ci metto anche una delle mie sorelle! Prendi quella che vuoi.»

E poi abbiamo la famiglia Enkawa che schiera il padre, la nonna, quattro fratelli e tre sorelle, ognuno con la propria personalità e le proprie attitudini. Tra loro, il mio preferito, oltre Scresah ovviamente, è Willet, lo smilzo e alto della famiglia che tira con l’arco. Scusate, ma è stato amore a prima vista.
L’unica pecca di questo libro è che è troppo breve e si vorrebbe scoprire di più su Oma e sui suoi abitanti! 
Ma a questo Davide Cencini e Rita Micozzi stanno ponendo rimedio: presto uscirà per Plesio Editore un sequel: ritroveremo alcuni dei personaggi, ma le due storie sono completamente indipendenti. QUI trovate altre informazioni.
Prima di concludere, devo fare i miei complimenti a Rita che ha prodotto delle illustrazioni così belle che mi è venuta voglia di colorarle. Ma il libro è sacro e non si tocca e forse è meglio per tutti, soprattutto per Rita, che restino così, non vorrei mai farne uno scempio.