Lucca Comics&Games 2016

Ebbene sì, dopo anni in cui prometto di tornarci, sono stata finalmente al Lucca Comics!
Se qualcuno di voi ha mai fatto questa esperienza non ci sarà bisogno di dirvi il caos e la calca allucinante; in ogni caso, qualsiasi cosa stiate immaginando è comunque quella giusta.
Stanchezza a parte, sono stati due giorni bellissimi, resi ancor più speciali dalla presenza di Angharad, una delle Belle de La Bella e il Cavaliere.
Abbismo girato come due trottole per riuscire a fare tutto quello che avevamo in programma e, signore e signori: CE L’ABBIAMO FATTA!
Angharad mi ha trascinata alla conferenza di Brandon Sanderson e di Virginia De Winter, due autori che conoscevo molto poco, ma di cui mi sono subito innamorata. Pensate che il primo ha persino chiesto di fare un applauso al traduttore italiano dei suoi libri (presente in sala) e la seconda ha chiesto al pubbico di farle delle domande! Insomma, li voglio sposare ❤
Come dimenticare poi Chiara Panzuti che ha voluto incontrarmi, che mi ha incoraggiata nei miei progetti di scrittura e con cui condivido il fascino per i paesi e le culture del nord del mondo?
E ora veniamo agli acquisti!
Come vedete, ho preso tre poster di cui vado fierissima! Cloud di Final Fantasy, Kingdom Hearts e Fullmetal Alchemist. Così la camera della mia sede universitaria sembrerà meno vuota e meno bianca.
Sopra, partendo da sinistra:
Il Duco Mentario di Fraffrog e Richard HTT. Sono stata in fila sabato inutilmente per 40 minuti,
sperando di poter ripassare domenica per il firma copie e per rimediare una foto. Domenica, alla fine, mi è stato impossibile, ma siccome ogni tanto una gioia c’è, ho incontrato per puro caso Fraffrog, le ho chiesto gentilmente la firma e una foto. Sì, la foto esiste e no, non la vedrete mai. Potrebbe causarvi immediata perdita della vista per quanto ero sfatta.
Mi spiace solo di non aver incontrato anche Richard, ma non si può voler tutto dalla vita u.u
Sì, il mio vero nome è Manuela XD
Il Principe Spezzato di Bianca Marconero. Ora, seriamente: poteva mancare? u.u Qualsiasi cosa abbia scritto Bianca è mio, soprattutto se riguarda Albion! Poi sapete che non amo gli ebook, quindi avere la versione cartacea per me è troppo bello. Quando li avrò tutti farò un altarino solo coi suoi libri, lo so u.u
Tutto per un drago di legno di Davide Cenci e Rita Micozzi. Ero curiosissima di leggere qualcosa di loro e poi la copertina verde con quei topini mi ha conquistata! Un ringraziamento particolare va a Rita, a cui ho lasciato carta bianca per il disegno: ha saputo azzeccare il personaggio, è il topino più alto (sono alta anche io) e tira con l’arco (sport che voglio iniziare a gennaio). 
La Lettrice. Lo spirito dei ghiacci di Chiara Panzuti. Ho aspettato fin troppo per comprare questo libro e ora che ce l’ho voglio leggerlo al più presto! L’unica cosa è che per vari imprevisti Chiara non ha potuto autografarmelo né fare una foto con me u.u E quindi ormai dobbiamo per forza incontrarci un’altra volta e rimediare
In sostanza un Lucca Comics davvero speciale per le cose che ho visto e le persone che ho incontrato, non posso descrivervi tutte le emozioni, tutte le persone che mi hanno fatto sentire il loro affetto, che mi hanno regalato tanti bei momenti che porterò sempre nel cuore.
Andateci con le persone giuste, andateci per le persone giuste e divertitevi. 
E scarpe comode, mi raccomando!
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Recensione "La foresta di Brocelandia" di Jean-Louis Fetjaine



Titolo: La foresta di Brocelandia.

Autore: Jean-Louis Fetjaine
Pagine: 255
Editore: Ponte alle Grazie
Prezzo: 13.50 €
Serie: 1. Il passo di Merlino
2. Il passo di Merlino. La foresta di Brocelandia

Trama

Mentre le terre di Bretagna sono devastate dalle guerre e dai conflitti religiosi, Merlino, accusato di stregoneria e perseguitato perché considerato potenzialmente pericoloso, ha finalmente scoperto il mistero delle proprie origini. La sua meta è ora la magica foresta di Brocelandia, ma presto il suo passato lo riporta tra gli uomini: nel regno degli scoti la regina Guendolena ha messo al mondo un bambino di nome Artù…
Partiamo da una certezza.
La foresta di Brocelandia, secondo e ultimo capito della storia iniziata con Il passo di Merlino, non mi ha convinto.
Spiegarvi il perché è un altro paio di maniche. 
Nella recensione del primo libro avevo posto l’accento sul fatto che non accadessero molte cose degne di nota. Qui, se possibile, è ancora peggio. 
Merlino è finalmente in viaggio verso la Bretagna, il luogo dei suoi antentati, alla ricerca delle proprie origini. Per una serie di motivi viene separato da Blaise e quindi troviamo capitoli col punto di vista prima dell’uno, poi dell’altro, insieme a quelli dedicati rispettivamente a Guendolena e Ryderc, personaggi che troviamo anche nel primo libro.
Ora, succede così poco che, dicendo una qualsiasi cosa, faccio sicuramente qualche spoiler.
Le uniche cose degne di nota sono due.
La prima è il ricongiungimento di Merlino con la sua gente. A Brocelandia scopre la magia, gli antichi riti nel cerchio degli alberi sacri, tutte credenze e tradizioni che sono state proibite dal cristianesimo, costringendo chi le praticava a nascondersi e rifugiarsi nei boschi o in altri luoghi inospitali. Quello che mi è piaciuto è che Fetjaine accenna solamente a questa sorta di magia, che affascina il lettore proprio perché non viene spiegata nei minimi dettagli. Può sembrare un difetto, ma in realtà a me piace questo modo di intersecare la realtà con gli antichi riti: parlandone con vaghezza mi dà la sensazione che sia qualcosa di così sacro da non poter essere descritto con le parole e forse anche perché sono dei segreti a cui non possiamo essere messi a parte.
La seconda cosa che mi è piaciuta è il processo a Blaise. Viene infatti accusato da altri componenti della chiesa di aver perso la via di Dio: egli infatti crede che, piuttosto che essere figlio del diavolo, Merlino sia una sorta di Messia, qualcuno inviato da Dio sulla terra per compiere una missione precisa. Questo crea scandalo, soprattutto quando si scopre che Blaise appoggia le idee di Pelagio che a quell’epoca erano ritenute eresie, in favore di una visione agostiniana della natura umana. Ho apprezzato la ricostruzione storica, le tesi, gli esempi riportati dai testi sacri, le parole… il discorso è sembrato così realistico da darmi l’impressione di leggere un documento antico.
Quello che non mi ha convinto per niente invece è il finale. Non posso dire molto perché questo è sicuramente spoiler. Diciamo che era difficile immaginarsi una fine diversa, forse quella scelta dall’autore è la più adatta, però al tempo stesso per come si svolge non mi ha convinta appieno.
Forse il mio giudizio così negativo su questa ultima parte è influenzato dall’odio che provo nei confronti di Guendolena che fa un po’ le parti di Ginevra, e io Ginevra non la posso vedere neanche senza occhiali (che nel mio caso equivale a vederla poco o niente) e la sua storia la conoscono anche i muri, perciò non mi sembra il caso di aggiungere altro.
Visto che ho aperto la parentesi “personaggi”, dico anche qualcosa su Ryderc: piuttosto che odiarlo per i suoi progetti, ho finito quasi per compatirlo, un po’ per sfortuna un po’ per incapacità si è trovato a prendere sempre le scelte sbagliate. 
Degli altri personaggi ci vengono mostrati scorci delle loro vite, delle loro missioni che ci trasportano in un’epoca di condottieri più o meno valorosi, ma perlopiù rimangono comparse sullo sfondo.
Se il primo libro aveva suscitato curiosità e aspettativa su come l’autore avrebbe gestito il fattore “magia” e il destino di Merlino, il secondo perde ogni attrattiva quando tutto questo trova risposta, il che risale circa a metà libro. Insomma, questa storia ha del potenziale che non viene sfruttato pienamente, lascia con un grande punto di domanda. Manca coinvolgimento, una trama più dinamica, manca la scintilla che rende un libro appassionante.
Non riesco a sconsigliarvelo, ma se volete leggerlo prendetelo in prestito.
Yvaine