Recensione: Fiabe in rosso di Lorenzo Naia e Roberta Rossetti

Buongiorno Lettori!
Era da un po’ che dovevo parlarvi di questo libro, ho scritto finalmente la recensione la settimana scorsa, ma mi sono dimenticata di pubblicarla perché in preda al ripasso per l’ultimo esame di questa sessione.
Direi che ha atteso abbastanza, quindi vi lascio alla recensione 😉

Titolo: Fiabe in Rosso
Autore: Lorenzo Naia e Roberta Rossetti
Pagine: 64
Editore: VerbaVolant Edizioni
Prezzo: 12.00 €
Trama

“Fiabe in rosso” è un progetto nato a quattro mani contro la violenza sulle donne e gli stereotipi di genere. Si tratta di una breve raccolta di fiabe della tradizione, tutte con protagoniste femminili, ma con finali rivisitati. Perché ciò che ogni bimbo dovrebbe imparare è che il finale della propria storia, il finale della propria vita, non deve essere scontato, non deve essere uno solo, non deve essere – soprattutto – già deciso da qualcun altro. La felicità non consiste necessariamente nel trovare il principe azzurro, ma nel guadagnarsi la propria strada e il proprio posto nel mondo.
Il rosso vuole essere un po’ il trait d’union tra le varie storie, come citazione del progetto “Zapatos Rojos” dell’artista messicana Elina Chauvet.
Le illustrazioni utilizzano uno stile misto: prevalgono i dettagli rossi ai quali si aggiungonoi inserti di quotidiani utilizzati a mo’ di collage, come aggancio alla realtà e alla cronaca.




Fiabe in rosso raccoglie la rivisitazione di cinque celebri fiabe della tradizione: Mignolina, Cappuccetto Rosso, Biancaneve, Rosaspina e Raperonzolo. I motivi che rendono questo libro diverso dagli altri tentativi sono essenzialmente tre.

L’idea alla base è quella di esplorare finali diversi per ciascuna delle protagoniste, andando al di là del classico happy ending in cui la principessa si sposa col principe di turno. Perché? Per riconsegnare a ciascuna delle protagoniste le redini del proprio destino, per insegnare che ognuno di noi può e deve scegliere la propria strada. 
Molto significativo è poi l’intento di voler dare un contributo nella lotta contro la violenza di genere: quale modo migliore di sfruttare le fiabe, apprezzabili dagli adulti, ma in primo luogo rivolte a quelli che saranno gli uomini e le donne di domani? 
Gli stessi autori scrivono:

[…] non è certo con un libro che si può sanare una modalità relazionale malata e violenta. Con un libro, però, si può educare ad un’affettività sana e costruttiva, questo sì. E l’arma più potente per contrastare fenomeni socio-culturali disfunzionali e pericolosi è proprio l’educazione delle nuove generazioni.

La stessa copertina è una citazione dell’artista messicana Elina Chauvet autrice del progetto Zapatos Rojos (“scarpe rosse” in spagnolo) che, nella sua fase finale, prevede l’installazione di scarpe da donna rosse per denunciare l’omertà che riguarda la scomparsa e l’uccisione di donne a Ciudad Juàrez e contro la violenza di genere. Il rosso viene poi ripreso all’interno dalle bellissime illustrazioni: Roberta Rossetti utilizza solo tre colori, il bianco, il nero e il rosso, apponendo anche dei ritagli di giornale come collegamento all’attualità.
L’ulteriore motivo di pregio di Fiabe in Rosso, poi, risiede nel saper parlare di azioni violente. Nel corso della storia abbiamo assistito alla progressiva scomparsa della crudeltà e del sangue dalle fiabe. Qui invece Lorenzo Naia recupera questo aspetto e le versioni originali dei Grimm, restituendoci al contempo un aspetto importante della realtà: il male, gli ostacoli, fanno parte della vita.
Il bello di questo libricino è dunque leggere storie che conosciamo già attraverso queste importanti chiavi di lettura.




Lo avete letto? Vi incuriosisce?

Yvaine
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Tag: La vita segreta di una bookblogger

Buona domenica, Lettori!

Innanzi tutto mi devo scusare per essere sparita all’improvviso, ma purtroppo problemi familiari mi hanno tenuta lontano dal web e da qualsiasi apparecchio tecnologico. Riprendere la normale routine non mi sarà facile, ma prima mi attivo meglio è.
Detto questo, veniamo a noi!

Ormai un po’ di tempo fa Ely del blog Il Regno dei Libri mi ha nominata per il tag “La vita segreta di una bookblogger”. Pronti per le domande?

1. Da quanto tempo sei nella blogosfera?

Da troppo tempo. Dal lontano dicembre 2010. Sembra passata un’eternità, ed effettivamente è così, anche se in questo arco di tempo ho avuto parecchie pause, purtroppo.
2. Quando pensi di “ritirarti”?
Ecco, questa è una brutta domanda XD
Come dicevo sopra, purtroppo ho abbandonato spesso questo blog, fondamentalmente sempre per lo stesso motivo: la scuola, poi l’università. L’anno scorso avevo deciso di riprenderlo dopo più di un anno di inattività, ma un po’ perché per un periodo non ho avuto internet e non sono riuscita a preparare i post causa trasloco, un po’ per la sessione d’esami e un po’ per motivi personali, sono arrivata a prendere un’altra pausa, durata fino a un mese fa.
Quindi spero proprio di non dovermi ritirare più e in ogni caso sparirò dalla scena quando sentirò che non avrò più niente da dire, ma siccome sono una gran chiacchierona questo non accadrà mai =P
3. Qual è l’aspetto migliore dell’avere un blog?
Quello che mi ha sempre spinto a tenere vivo Il Pozzo dei Sussurri: la gente meravigliosa che ho conosciuto grazie a questo angolino. Blogger, lettori, autori… con alcuni ho stretto una profonda amicizia e riesco a vederli periodicamente, altri li sento spesso, con altri ancora solo qualche chiacchiera quando capita, ma ognuno di loro mi ha dato qualcosa e voglio continuare a coltivare questi rapporti anche se un domani questo posto non dovesse esistere più. La cosa più bella è trovare persone con cui condividere le proprie passioni e sono tornata proprio per questo: voglio conoscere altre persone meravigliose. Perciò fatevi avanti, che voglio fare la vostra conoscenza! :3
4. Qual è l’aspetto peggiore di avere un blog?
Sicuramente è quando metti passione nel scrivere post che per te sono importanti e vedere che non li commenta nessuno. Non è tanto per i commenti in sé, per potersene vantare, ma capita quando teniamo davvero a un argomento, a una recensione, o qualsiasi altra cosa che ci piace tanto e vedere che non c’è nessuno con cui parlarne.
E’ un’attività che si fa innanzi tutto per se stessi, ma i blog sono anche  luoghi di condivisione, discussione e confronto, per questo a volte è frustrante vederlo così vuoto.
5. Un bookblogger che adori?
Ce ne sono molti di cui sono rimasta una fedele appassionata, non me la sento di nominarne uno solo, perciò via con l’elenco: Reina de Il Portale Segreto, Mirial che gestisce sia L’Albero delle Mele che Sogni di Carta, di le Belle de La Bella e il Cavaliere, Ilenia e il suo blog Libri di Cristallo, Simo de La Biblionauta. Da quando sono tornata, poi, ho avuto modo di conoscere altri angolini davvero interessanti!

6. Con quale blog ti piacerebbe collaborare?
Uhm, diciamo che mi piace collaborare con gli altri perché questo permette di conoscere nuove persone e di stringere nuove amicizie. Quindi se siete interessati io sono disponibile! Se però devo tirare fuori un nome… direi Ilenia del blog Libri di Cristallo. Abbiamo parlato qualche volta, ci commentiamo spesso, ma non abbiamo mai partecipato insieme a nessuna iniziativa. Bisogna rimediare 😉
7. Cosa ne pensi della comunità dei blog letterari?
Questa è una domanda spinosa. Sinceramente, a causa della mia lunga assenza, sono rimasta fuori dal giro dei blogger e quindi la mia opinione può essere solo da esterna. Devo dire che nel corso di sei anni di attività (almeno da lettrice) mi è sembrato che ci sia stata un’omologazione nei contenuti: prima i blog mi sembravano più vari, ma soprattutto dopo le massicce collaborazioni con le case editrici, ho cominciato a riscontrare una certa monotonia, si parla dei soliti libri, soliti post farciti di anteprime…
8. Qual è il tuo segreto per avere un blog di successo?
Nessuno, perché il mio non è un blog di successo e con tutta probabilità sono la blogger più inaffidabile che ci sia XD
Davvero, non so rispondere a questa domanda perché io per prima ho cercato molte volte la risposta e non l’ho ancora trovata. C’è chi mi ha consigliato di scrivere spesso, chi mi ha suggerito invece di non riempire troppo il blog… insomma, non lo so. Anche la lunghezza degli articoli ha molta influenza, però ci sono anche blogger che pubblicano post o video infiniti eppure vengono seguiti ugualmente. E’ una questione di contenuti, di personalità? Ancora una volta non lo so. Sicuramente sono cose che influiscono. Non seguire le mode è a suo modo uno svantaggio, ma alla fine il blog l’ho aperto prima di tutto per me stessa, per parlare delle mie passioni e non di cosa potrebbe piacere agli altri.
E… niente, finisce qui! Se non avete ancora fatto questo tag siete tutti invitati a farlo, fatemi sapere nei commenti cosa ne pensate e quali sono le vostre risposte 🙂

Yvaine