#SEMEPI: Intervista all’Editrice Annalisa, Panesi Edizioni

Buongiorno Lettori!

Oggi sul Pozzo ospitiamo di nuovo l’iniziativa di #SEMEPI, che consiste nel sostenere le piccole case editrici… intervistando direttamente gli editori!
Ve ne ho parlato QUI e potete trovate maggiori informazioni cliccando sull’immagine in alto nella colonna di sinistra.
Vediamo quale Casa Editrice conosceremo oggi!

La Casa Editrice
Panesi Edizioni nasce a maggio 2014 con il nome di Kymaera Edizioni. Il nome è cambiato, ma non lo spirito con cui è nata. Spirito che si ritrova nel suo logo, in quel serpente che si morde la coda in un circolo continuo che riporta a sé e all’infinito.
Panesi Edizioni è una nuova casa editrice genovese che opera nel digitale, con un occhio di riguardo ai grandi nomi che hanno reso possibile tutto questo (siamo lettori, prima di tutto).
Panesi Edizioni è una casa editrice che punta fortemente sui giovani talenti, cuore pulsante di ciò che verrà.
Panesi Edizioni è una casa editrice che riposa su valori consolidati, come l’arte, la cultura e la bellezza, e crede, nel suo piccolo, di poterne creare altri.
Panesi Edizioni è un service editoriale e digitale per tutti coloro che vogliano abbandonare la paura del nuovo, mantenendo saldi i principi di qualità, e aprire le porte alle potenzialità dell’e-book reading.
Panesi Edizioni, attraverso le sue teste pensanti, Annalisa e Giulia (sì, sì, vabbé, c’è anche Daniele) non vede i libri come merce, ma come figli da crescere o genitori da accurdire.
Panesi Edizioni, è uno dei possibili passati, ai quali si riallaccia con tre nuove armi: passione, qualità e professionalità.

Panesi Edizioni è uno dei possibili futuri, e vuole portare con sé, in questo viaggio, tutti coloro che credono ancora nella forza e nella bellezza della scrittura.

CONTATTI UTILISito: Panesi Edizioni
Pagina Facebook: Panesi Edizioni
E-mail: info@panesiedizioni.it
Curiosità: sul sito c’è una sezione dedicata a Corsi di formazione, cliccate QUI per saperne di più!

Diamo il benvenuto a Annalisa, l’editrice di Panesi Edizioni!
Ma bando alle ciance: cominciamo subito con le domande.

Cominciamo con una domanda semplice, ma che mi ha sempre incuriosita: qual è il motivo della scelta del nome della Casa Editrice e del logo?La casa editrice prende semplicemente il mio nome, è una mia creatura e in quanto tale si identifica in tutto e per tutto in me. Il logo, a cura della bravissima Ilaria Leopoldo, rappresenta il serpente che si morde la coda in un circolo continuo che riporta a sé e all’infinito, così come l’Arte deve riportare a se stessa così come aprirsi al mondo.

Lasciamo da parte le curiosità e veniamo alle domande tecniche! Qual è la vostra linea editoriale? Di quali generi vi occupate?Prima di tutto siamo lettori, lettori onnivori, e in quanto tali non abbiamo voluto limitare le nostre pubblicazioni ad uno o pochi generi. Da settembre attueremo una modifica radicale delle nostre collane, ma gli unici generi di cui non ci occuperemo più saranno la poesia e la saggistica, eccetto testi riconducibili alle nostre tradizioni liguri, a cui teniamo particolarmente.

Pubblicate solo libri di autori italiani o anche di autori stranieri? Perché questa scelta?Al momento l’unico autore straniero è stato Luca Bortone, scrittore di thriller davvero in gamba. Ma è, per noi, un “falso straniero”, in quanto ticinese di lingua italiana. Al di là di Luca, abbiamo pubblicato due traduzioni in italiano di classici della letteratura, su proposta delle stesse traduttrici: “Storie di numeri di tanto tempo fa” di D.E. Smith a cura di Anna Cascone e “Le anime bianche” di F.H. Burnett a cura di Annarita Tranfici, la primissima traduzione italiana di questo testo poco conosciuto dell’autrice inglese.

Pubblicate cartacei o ebook?La nostra è una casa editrice principalmente digitale, strada su cui puntiamo e in cui crediamo molto. Stampiamo occasionalmente alcuni cartacei in caso di presentazioni o fiere.

Su quale aspetto ponete maggior attenzione per la pubblicazione e/o promozione di un libro?Dipende molto dal genere di libro, cerchiamo innanzitutto di mettere in primo piano l’autore, presentandolo e facendolo conoscere ai lettori. Dopodiché, per la promozione del testo cerchiamo di dare risalto ai suoi punti forti, a ciò che lo caratterizza all’interno di un dato genere ma anche all’originalità che porta in sé.

Qual è la distribuzione della vostra Casa Editrice?Essendo digitali, i nostri libri sono distribuiti in lungo e in largo in tutte le librerie online, italiane e non.

Siamo già giunti all’ultima domanda! Prima di salutarci un’ultima cosa: qual è la qualità indispensabile per un editore? E quali requisiti deve avere un autore per attirare la vostra attenzione?Credo che ogni casa editrice richieda, giustamente, propri requisiti. A noi il testo deve colpire fin da subito come un fulmine a ciel sereno, deve tenerci attaccati allo schermo fino alla fine, con la voglia di “vedere come finisce”. E questo si raggiunge sia attraverso una storia interessante e ben organizzata, sia attraverso una scrittura il più pulita possibile, o almeno curata: i refusi scappano a tutti (pure a noi!), ma presentare un testo ad un editore ricco di errori non è proprio consigliabile!

Grazie mille a Annalisa per averci dedicato parte del suo tempo e aver soddisfatto la nostra curiosità!

Io vi rimando alla pagina Facebook di SEMEPI, ricordandovi che per i prossimi 7 giorni pubblicizzeremo 7 titoli del catalogo della Panesi Edizioni.
Mi raccomando, passate a trovarci!

Yvaine

#SEMEPI: Intervista all’Editore Ivan Alemanno, Watson Edizioni

Benvenuti, Lettori!
Oggi sul Pozzo ospitiamo di nuovo l’iniziativa di #SEMEPI, che consiste nel sostenere le piccole case editrici… intervistando direttamente gli editori!
Ve ne ho parlato QUI e potete trovate maggiori informazioni cliccando sull’immagine in alto nella colonna di sinistra.
Vediamo quale Casa Editrice conosceremo oggi, scoprendone la storia!

La Casa Editrice
Watson edizioni nasce nel 2009. La narrativa è un sentiero nel quale la maggior parte degli esseri umani tenta prima o poi di cimentarsi, cercando successo o semplicemente una piccola soddisfazione personale. In questo ambito si dipana la ricerca di nuovi e già noti autori che vogliano affidare alle nostre mani un loro testo. La casa editrice offre a tutti la possibilità di entrare nel mondo dell’editoria, purché il libro risulti interessante, ben articolato e soprattutto valido nel contesto. Evitiamo di lavorare le raccolte di barzellette, le autobiografie dell’ultimo attore “nato”, le stupidità che riempiono spesso senza senso gli scaffali delle librerie. Avventura, amore, tragedia, thriller, horror, finanche i fumetti sono il nostro pane quotidiano; parole che unite tra loro generano sensazioni, immagini, suoni, viaggi infiniti nella fantasia della nostra mente. Chi siamo continua… ma lo scriverete voi!
CONTATTI UTILISito: Watson Edizioni
Pagina Facebook: Watson Edizioni
E-mail: watsonedizioni@gmail.com
Curiosità: sul sito si parla anche di un Laboratorio di scrittura! Cliccate QUI per andare direttamente alla pagina.

Diamo il benvenuto a Ivan Alemanno, l’editore della Watson Edizioni!
Ma bando alle ciance: cominciamo subito con le domande.

Cominciamo con una domanda semplice, ma che mi ha sempre incuriosita: qual è il motivo della scelta del nome della Casa Editrice e del logo?

A domanda semplice propongo risposta semplice, anzi Elementare! Premesso che le avventure di Sherlock Holmes sono tra le mie letture preferite, il motivo della scelta del nome Watson è legato alla funzione che quest’ultimo svolge nelle vicende di Conan Doyle: il narratore. Nel momento in cui veniva alla luce la casa editrice, questo ruolo sembrava essere il più adatto a rappresentare la mia idea. L’identità grafica ha preso forma grazie a due simboli: il primo rappresentato da un timbro riportante il nome Watson, l’altro (nella nuova versione) da un uomo, con bastone, in movimento su una roccia che sembra fluttuare. In quest’immagine abbiamo racchiuso alcune caratteristiche del personaggio originale e aggiunto altri dettagli che lo contraddistinguono. Due scelte diverse, ognuna con la propria funzionalità.

Lasciamo da parte le curiosità e veniamo alle domande tecniche! Qual è la vostra linea editoriale? Di quali generi vi occupate?

La linea editoriale segue la voglia di pubblicare qualunque genere narrativo. In ogni caso è basata sulla sperimentazione, per meglio dire ci piace non porre limiti alla fantasia degli autori. I generi che prediligiamo sono il thriller, il fantasy e la fantascienza, l’horror, con tutte le loro sfaccettature. Ma, ripeto, ogni libro ha una storia e se ha valore allora merita di essere pubblicata.

Pubblicate solo libri di autori italiani o anche di autori stranieri? Perché questa scelta? 

Nessun pensiero nazionalistico, è mia precisa intenzione valorizzare quel che abbiamo vicino, a due passi da casa. L’esterofilia non rientra, per il momento, nel piano di sviluppo della casa editrice, anzi basiamo tutto sulla ricerca di artisti italiani della penna o appassionati di scrittura che possano crescere insieme a noi e formarsi nel giusto modo. Il 2017 è ancora da definire. Vedremo se aggiungere anche qualche ospite straniero. 

Pubblicate cartacei o ebook?

Pubblichiamo libri cartacei che poi trasformiamo anche in digitale per permettere a tutti di scegliere l’una, l’altra o entrambe le possibilità di fruizione. 

Su quale aspetto ponete maggior attenzione per la pubblicazione e/o promozione di un libro? 

Per la pubblicazione prestiamo la massima attenzione all’editing del testo, affinché questo risulti coerente e funzionale con il genere cui appartiene, passiamo poi alla copertina che rappresenta, probabilmente, il 50 percento della scelta nell’acquisto fatto da una persona qualunque. Le copertine sono elaborate da artisti del disegno e studiate nel minimo dettaglio, un lavoro importante al quale tengo tantissimo. Sono felicissimo di aver avuto Paolo Barbieri (autore delle copertine Mondadori) come realizzatore di due nostre cover.
La promozione dei libri avviene attraverso il web coinvolgendo un discreto numero di blogger e giornalisti, si passa poi a tastare il territorio minato delle librerie, dove trovare spazio per una presentazione è sempre più complicato e bisogna reinventarsi per avere successo. 

Qual è la distribuzione della vostra Casa Editrice?

Ci auto distribuiamo seguendo uno schema sperimentato nel tempo. Utilizzare il servizio classico non serve perché lavora senza innovarsi e senza pensare a quali siano problemi e le necessità del mercato contemporaneo. Fino ad oggi ho calcolato di aver avuto oltre 260 librerie coinvolte nella distribuzione: un risultato che con le società di servizi non otterrei mai. 

Siamo già giunti all’ultima domanda! Prima di salutarci un’ultima cosa: qual è la qualità indispensabile per un editore? E quali requisiti deve avere un autore per attirare la vostra attenzione?

Una qualità indispensabile è saper dettare delle regole e perseguirle con tutte le proprie forze. Quello in cui credo maggiormente è poi l’energia del gruppo e del rapporto sano e genuino che si può instaurare tra tutti i collaboratori della casa editrice, autori compresi. Quest’ultimi, per poter entrare a far parte del gruppo, devono saper ascoltare, aver voglia di mettersi in gioco, definire degli obiettivi, avere la consapevolezza che scrivere è una capacità alla portata di tutti ma diventare scrittori richiede dedizione, pazienza, umiltà e tante altre qualità che si conquistano nel tempo.

Grazie mille a Ivan Alemanno per averci dedicato parte del suo tempo e aver soddisfatto la nostra curiosità!
Grazie a voi e continuate a essere curiosi!

Io vi rimando alla pagina Facebook di SEMEPI, ricordandovi che per i prossimi 7 giorni pubblicizzeremo 7 titoli del catalogo della Watson Edizioni.
Mi raccomando, passate a trovarci!

Yvaine

Il triangolo no, non l’avevo considerato! La breve storia triste della Friendzone

Buongiorno amici del Pozzo dei Sussurri!
Oggi, come potete intuire dal titolo, si parla di triangoli amorosi.
NB.: in questo post, per forza di cose, generalizzerò. Parlerò secondo la mia esperienza da lettrice, ben consapevole che ci sono sicuramente delle realtà che non conosco. Non sono scesa nei particolari a citare libri perché avrei rischiato di fare spoiler.

Ci sto riflettendo da un po’, evidentemente non ho niente di meglio da fare, e sono giunta alla mia personale conclusione.
Ammetto di aver incontrato pochi libri che abbiano questa struttura, ma sulla base di quelli che ho letto posso affermare che come escamotage letterario non mi piace.
Partiamo proprio dalla mia esperienza.
Leggendo due trilogie ho notato che, nel primo libro di entrambe, avevo gli occhi a cuoricino per quello che chiaramente sarebbe stato l’Eletto. Nel secondo libro, però, passata la fase ormonale, mi sono ritrovata ad essere affascinata dal povero Scartato. 
Perché?
La risposta può essere data da più punti di vista:

  1. La protagonista di solito, se il triangolo non ha solide basi, si innamora dell’Eletto per un colpo di fulmine, per qualcosa di simile o… “perché è bono da morì!” [cit. Robin Hood. Un uomo in calzamaglia]
  2. La protagonista e lo Scartato si conoscono già da prima, magari sono anche amici e c’è una base un po’ più solida per far nascere una relazione.
  3. Lo Scartato è un badboy e noi lettrici sempre a volte subiamo il fascino di questi ragazzacci. 
  4. Infine perché la friendzone fa paura a tutti e non possiamo non piangere la caduta di un nobile e valoroso Scartato.
L’amore tra la protagonista e l’Eletto, spesso, è quasi totalmente infondato. In un primo momento, presa dalla foga e dal delirio dei sensi, lo condividi e credi di amare alla follia quel personaggio, ma passata la tempesta ormonale, ti chiedi: “Ma perché? Chi sei tu? Che vuoi?”
Ora, con questo non voglio dire che si debba sempre dare una spiegazione a tutto, soprattutto ai sentimenti, visto che la razionalità in questo campo è fuorigioco. Però ho la sensazione che gli Scartati siano caratterizzati meglio degli Eletti, che abbiano uno spessore psicologico, una personalità che i rivali non dimostrano. Forse perché gli Eletti hanno la vittoria già in tasca e non hanno da temere la friendzone, mentre gli Scartati lottano fino all’ultimo per usurpare il Trono di Spade dell’Ammore?  

Riapriamo vecchie ferite!
Sempre basandomi sulle mie letture, trovo che il rapporto con lo Scartato venga alla luce più di quello con l’Eletto, che sia più maturo e meno fiabesco. Insomma, sa meno di cotta adolescenziale.
D’altra parte capisco che l’idea del triangolo amoroso è per portare avanti la trama, per creare un ostacolo, ma riguardo a questo aspetto penso che si possano trovare altri modi per rendere la vita difficile a due innamorati, e comunque sia la vita di coppia ha già i suoi problemi senza che ci si infili il terzo incomodo. Anche perché nel caso in cui la protagonista arrivasse a cedere alle attenzioni del Futuro Scartato (solitamente parte riservata al secondo libro), vuol dire che l’amore che nutre per l’Eletto non è così forte, no? 
Mi rendo conto anche che, probabilmente, non riuscirei a rimproverare l’autrice per la scelta dell’Eletto: certi libri si capiscono già dal primo sguardo e sai che sono stati scritti per finire in quella maniera; se pensassi di cambiare il finale è come se snaturassi qualcosa. Eppure sono convinta che i finali alternativi abbiano da dire molto di più. Chissà, magari dopo la fine del libro la protagonista, passata la fase della pubertà e riacquisito il controllo della propria mente, finirebbe per scaricare l’Eletto u.u
Forse i triangoli amorosi funzionano tanto perché ci fa sentire un po’ contese da due baldi giovani, alimentano la nostra parte più civettuola? Mah, non sono ancora convinta.
La cosa veramente odiosa in tutto questo è anche l’atteggiamento che la protagonista può avere nei confronti della questione, ma questa è un’altra storia.
Voi che ne pensate? Fate parte del Team Eletto o del Team Scartato?
Yvaine