Intervista a Chiara Panzuti autrice de "Il Corvo di Cristallo"

Ciao Folletti!
Oggi vi propongo un post speciale: l’intervista all’autrice Chiara Panzuti, autrice de Il Corvo di Cristallo. Cliccando QUI potrete leggere la mia recensione.
Allora, siete pronti?

Ciao Chiara e benvenuta al Pozzo dei Sussurri! ^^
Ti va di presentarti ai lettori del blog?

Ciao a tutti! E grazie mille per l’invito!

Mi chiamo Chiara, ho 27 anni e da cinque lavoro a stretto contatto coi libri, dividendomi tra lettura, scrittura e qualche progetto per un service editoriale con cui collaboro. Amo l’inverno, la neve, le tavolate di amici e i viaggi, tutte cose che, in un modo o nell’altro, cerco sempre di inserire nelle storie che scrivo o scovare nei romanzi che leggo.
C’è una canzone che ti ricorda il tuo libro, che hai ascoltato spesso durante la scrittura? Farà da colonna sonora all’intervista!

Spero non venga definita troppo triste, ma le note che amo per questa storia sono quelle di Collapse the light into earth, dei Porcupine Tree.
Quando nasce Il Corvo di Cristallo e da cosa hai tratto ispirazione per la tua storia?

Il Corvo di Cristallo nasce più di una decina di anni fa, dopo una serata passata tra divano, coperta, e un lungo documentario sui misteri dello spazio. All’epoca avevo da poco terminato le medie, e mai terminato un romanzo. Amavo scrivere storie, ma evidentemente odiavo concluderle! Quella sera sono stati i pianeti ad ispirarmi, e forse la voglia di lasciarmi finalmente guidare da una trama, di concludere un progetto. Era un sogno all’epoca, e probabilmente lo è ancora. La prima storia ha sempre qualcosa di magico.

Qual è il personaggio che ti somiglia di più? Ce n’è uno invece che ti piace meno o con cui non andresti d’accordo? Perché?

Di solito l’autore ha un’affinità speciale con il protagonista della sua storia. Lo stesso vale per me, ma ho sempre pensato che non fosse Akira il mio vero specchio. Il personaggio con cui ho più sintonia è Ann, Angelo Custode inizialmente diffidente ma con un cuore d’oro. Lei rappresenta un po’ le paure, la rabbia verso un mondo che ci ha rifiutati, ma anche la forza di cambiare, di affezionarsi ancora, di credere in se stessi e nelle persone che amiamo.
Difficile invece trovare qualcuno con cui non andrei d’accordo, ho passato troppi anni al fianco di queste “persone di carta”, e alla fine li amo un po’ tutti! Dovendo trovarne uno però, direi Kile. E qui chi mi ha già letta si stupirebbe, del resto inizialmente la protagonista ne è innamorata. Ma tutti gli amori evolvono, giusto? Nel bene e nel male. Pur essendo un personaggio indubbiamente schierato tra i “buoni”, probabilmente se fossi stata nel libro avremmo avuto diversi battibecchi 🙂
Nel tuo libro hai inserito le figure degli Angeli Custodi. Credi a queste speciali entità?
Non ci credo in senso religioso, ma in senso “energetico”. Nella storia, così come nelle mie idee, gli Angeli altro non sono che protettori degli uomini. E io definisco protettrici tutte quelle energie che in qualche modo rimangono nell’aria, appiccicate alla pelle e ai vestiti, che appartengono a persone in vita o scomparse, anche solo a un semplice gesto d’affetto o pensiero positivo ricevuto nella vita di tutti i giorni. I gesti, le parole e i pensieri creano auree protettive molto forti, e credo che da quelle siamo protetti, anche senza accorgercene.
Akira e i suoi amici hanno viaggiato attraverso lo spazio, visitando numerosi pianeti. Se tu avessi la possibilità di scegliere preferiresti vivere su uno dei pianeti che hai descritto o rimarresti sulla terra?

Rimarrei sulla Terra! Malgrado tutto, amo questo pianeta e mi impegnerei a migliorarlo, in tutti i modi possibili.

Di tutte le creature e gli oggetti fantastici che hai creato e descritto quale vorresti che esistesse davvero?
Vorrei un Angelo Custode come luce guida, e il teletrasporto come comodità giornaliera. Nessuna pietra magica potrà mai battere la gioia di spostarsi da un luogo all’altro in un battito di ciglia!
Ora una pura curiosità! Se avessi una macchina del tempo su che epoca la sintonizzeresti?

Probabilmente darei una sbirciatina al futuro. L’idea non mi elettrizza, ma amerei di meno tornare nel passato. Ciò che è stato è stato, preferisco ricordarlo senza riviverlo, e infondo il presente ha sempre i suoi vantaggi. Perciò sì, aggiudicato, una sbirciatina al futuro e poi si torna a casa 🙂

Blocco dello scrittore: ti è mai capitato?
Moltissime volte! Ho anche passato un anno intero senza scrivere neppure una riga. Diciamo che ho la tendenza ad essere una persona incostante, quindi può capitare che per lunghi periodi mi perda un po’ via, senza riuscire a concludere nulla. Penso però che i blocchi vadano visti anche sotto un aspetto positivo. Forse la nostra mente ha semplicemente bisogno di staccare, vivere la sua vita e trovare ispirazione da un bel viaggetto, o una semplice passeggiata al parco.


È passato qualche anno dalla pubblicazione de Il Corvo di Cristallo: hai altri progetti in cantiere?

Ho in progetto una trilogia. Stavolta torniamo ai giorni nostri e ci spostiamo in luoghi freddi. Molto freddi, per mia grande gioia!
Qui al Pozzo è una domanda di rito e tocca anche a te! Te la senti di dare un consiglio agli aspiranti scrittori?

Il mio consiglio sarà sempre quello di scrivere. Ma scrivere per passione, per piacere, perché si prova felicità nel farlo. La pubblicazione è un passo in più che porta a tante esperienze, ma per essere uno scrittore la cosa fondamentale è sempre e soltanto una: amare le storie. Perciò il mio consiglio è creare, creare mondi, personaggi, sogni. Per me scrittore è colui che ama scrivere, non colui che pubblica. E questo spesso viene dimenticato.
Ebbene, la nostra chiacchierata è già giunta al termine! Ti ringrazio ancora per la tua disponibilità e per l’opportunità che mi hai dato

Grazie a te! È sempre un piacere condividere un piccolo pezzetto di mondo. Un saluto a tutti, e a presto!

Bene, Folletti! Spero che questa intervista vi sia piaciuta e che vi abbia incuriosito a scoprire qualcosa in più sul Corvo di Cristallo 🙂

Yvaine
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