Kids, let’s read! #4 "L’Arazzo d’oro" di Henry H. Neff

Ciao Folletti ^^

Oggi ritorna la rubrica del venerdì Keads, let’s read!. Per chi non si ricordasse in cosa consiste ecco una veloce ripassatina.

Kids, let’s read! è una rubrica dedicata alle recensioni di libri per bambini che ho letto di recente o da piccola. Questi consigli di lettura per i più giovani troveranno il loro spazio il venerdìHo deciso di fare questa distinzione per fare un po’ di chiarezza. Spero che l’idea possa piacervi o quanto meno esservi utile!

Prima di passare alla recensione devo fare una precisazione.
Forse sarete felici di sapere che in questa recensione non troverete la mia personale versione della trama. Già temo che verrà lunga, quindi ho deciso di evitarvi qualcosa che bene o male potete leggere su qualsiasi negozio online.

Titolo: L’Arazzo d’oro
Autore: Henry H. Neff
Pagine: 420
Editore: Mondadori
Prezzo: 18.00 €
Serie: 01. L’Arazzo d’oro
02-05. Non pubblicati in Italia
Trama

La sala del museo è più buia dell’inferno, quando il filo di un antico arazzo si accende di un bagliore dorato. E suona come la corda di un’arpa. L’urlo di Max fa tremare l’oscurità. Non sa che la sua tranquilla vita di ragazzino sarà sconvolta per sempre. E ignora che, fra pieghe di tenebra, un occhio bianco lo sta osservando… I test per entrare all’Accademia di Rowan, scuola per giovani dotati di poteri magici, sembrano impossibili da superare. Non per Max. Animali parlanti, cuochi orchi e insegnamenti telepatici movimentano giornate scolastiche quasi normali, ma… il male è una creatura paziente. E’ quell’occhio morto che non lascia scampo. S’infiltra nei sogni, si nutre di paura. Non saranno il genio del suo compagno di stanza e nemmeno la rete sfuggente di Agenti e Mistici ad assicurare al ragazzo la sopravvivenza… Ma un potere più ingannevole, più feroce, nascosto dentro di lui.


Parlando di maghi e di scuole di magia il confronto immediato con la Rowling è quasi scontato e non ci si aspetta che il libro in questione possa essere all’altezza di Harry Potter. Ammetto però che ne ho approfittato per leggerlo proprio perché mi mancavano le atmosfere di Hogwarts, tuttavia credo che il mio mood di lettura abbia avuto un’influenza limitata sul giudizio finale. Speravo che L’Arazzo d’oro fosse un libro carino e avvincente, ma con rammarico mi tocca dire che sono rimasta delusa sotto molti punti di vista. 
I cliché non mancano: Max, il protagonista, sembra essere un prescelto e si distingue per le sue incredibili doti magiche pur no avendole mai praticate; Astaroth, il cattivo di turno, è cattivo senza un motivo, è nato dal male, creato per essere il Nemico. Qualcuno doveva pur farlo. 
Non sono una lettrice esigente. Scavalco cliché e somiglianze se di contro ci sono elementi originali, la trama è avvincente e i personaggi sono indimenticabili. E questo è proprio tutto ciò che manca al romanzo.
L’inizio è subito scoppiettante, pieno di mistero, di coraggio e di azione e crea la falsa aspettativa che ci si possa godere 400 pagine altrettanto intense. La delusione non sta nella mancanza di idee buone, quelle ci sono, ma piuttosto nel modo di proporle al lettore.
Ho apprezzato molto la spiegazione della nascita delle divinità venerate agli albori del mondo e quelle che tutt’oggi hanno un proprio culto, lo sforzo di discostare la scuola di Rowan da Hogwarts partendo dal tipo di insegnamenti fino alla Configurazione delle stanze, ognuna diversa dalle altre in base agli studenti che ospita, i test di ammissione che i ragazzi devono affrontare, il Campo di Prova, per imparare ad affrontare nemici e situazioni pericolose, la presenza di magici famigli e soprattutto il legame della storia e dei personaggi con la cultura celtica
Tutte queste informazioni insieme a mille altre vengono presentate in modo piatto, in un tempo troppo lungo e senza che accada nulla di rilevante. Assistiamo passivamente al giro per il campus, alle ore di lezione nella completa assenza di coinvolgimenti emotivi, di approfondimenti tra le relazioni interpersonali e senza che la trama proceda.
Si nota come l’autore cerchi di creare suspance con l’escamotage ricorrente dell'”accennare a qualcosa/qualcuno dicendo subito dopo che se ne riparlerà a tempo debito”. A me questo sembra decisamente più sadismo che non un procedimento letterario. Su di me ha avuto l’effetto contrario: ho perso interesse, sostituito poi dall’irritazione. 
Nell’invenzione di uno sport per maghi Henry Neff ha proprio voluto strafare. Si parla di calcio euclideo, rimandando la spiegazione al momento del gioco: praticamente consiste in una normale partita di calcio giocata su un campo imprevedibile, dove sbucano colline e fossati. Questo però non mi spiega perché è definito “euclideo” e non me lo spiega neanche l’autore. 
Sulla trama mi sono dilungata abbastanza, ora parliamo dei personaggi, il punto che mi preme di più.
In realtà ho difficoltà a parlarvene perché per la maggior parte sono in un perenne stato catatonico della psiche.
Primo fra tutti Max. Viene seguito da gente sospetta, viene attaccato in casa propria da persone pericolose, si parla di una specie di creatura che vive dentro di lui che prende il sopravvento soprattutto quando è arrabbiato, gli viene detto che il suo destino è collegato alla leggenda dell’eroe celtico Cuchulainn. Lui cosa fa? Niente. NIENTE. A scuola ha delle persone che potrebbero rispondere alle sue domande, dirgli perché il Nemico ha preso di mira proprio lui, ma Max non pone né a se stesso né agli altri alcun problema, tanto cosa gli importa, stavano solo per ammazzarlo! Non fa ricerche su Cuchulainn neanche sotto sollecitazione! 
A pagina 231 il suo cervello dà segni di vita per rispegnersi subito dopo e prosegue da ameba per tutto il resto del libro, fino allo scontro finale.
Nessun pensiero, nessuna riflessione su ciò che origlia, ciò che scopre. Semplicemente odioso.
Per fortuna dove pecca il nostro Max rimedia David, il compagno di stanza, tanto che più di una volta mi sono ritrovata a desiderare che fosse lui il protagonista. Reso più interessante dal suo carattere taciturno e timido, David è la vera mente geniale, si pone domande e cerca le risposte da sé visto che in questo romanzo regna l’omertà. Pensate: quando Max scopre che David cerca informazioni sul Nemico e dove si nasconda Max si limita a stupirsi e a non chiedere niente e continua a farsi i fatti suoi. Ma quanto mi irrita quel marmocchio?
Un personaggio che mi è piaciuto un po’ più degli altri è Bob, il cuoco e orco votatosi al vegetarianesimo, che nonostante il passato macchiato da azioni violente mostra gentilezza e buon cuore che manca a molti.
Il resto dei personaggi sono un ammasso di gente indistinta. Non si può dire che non siano stati caratterizzati, ma rimangono troppo vaghi, troppo sullo sfondo. Henry Neff ha voluto dare un po’ di spazio a tutti loro, e questo gli fa onore, ma così facendo non ne ha sviluppato nessuno e a fine lettura ci accorgiamo di non conoscerli affatto. Max non ha nessun vero amico, nessun vero dialogo, nessun pensiero degno di questo nome, nessun legame vero neppure col suo famiglio.
E così giungiamo a parlare dello stile e della traduzione: pessime, entrambe pessime. Uso dei punti esclamativi a casaccio, uso improprio di verbi ed espressioni. Una per tutte: 

Lucia sorrise e lanciò un popcorn a Cynthia, che le scoccò un’occhiata di traverso, senza alzare gli occhi dal libro. 

E adesso provate a tenere gli occhi su un libro nello stesso tempo guardare qualcuno in tralice. O Cythia aveva uno specchietto sulla pagina oppure Neff voleva dire che la ragazza non alza la testa dal libro.
Ultima critica ma non meno importante va fatta alla cartina: imprecisa e fuorviante nell’indicare alcuni luoghi.
L’Arazzo d’oro è un libro con del potenziale, ma sfruttato e scritto male. Non è avvincente, non c’è azione, mancano le emozioni e un libro senza emozioni è triste e brutto. Non trovo consolazione neanche nella ripresa dei miti celti perché tutto è affrontato con superficialità e lasciato ai margini. Questo è giustificato in parte dal fatto che si tratta del primo volume di una saga, ma è pur sempre un libro di 400 pagine e io mi aspetto di più.
C’è di peggio, ne sono consapevole, ma sono rimasta talmente frustrata e arrabbiata che in definitiva non mi sento di consigliarvelo. Forse i più piccini potrebbero apprezzarlo maggiormente, ma io punterei su un libro che abbia qualcosa da dire e da trasmettere. Non compratelo ai fan di Harry Potter, usatelo come ultima spiaggia se proprio dovete. 

Voi l’avete letto?
Ripensandoci ora, a distanza di un po’ di tempo da quando ho scritto la recensione, credo di essere stata un po’ dura. Forse le mie aspettative sono state così tanto deluse che questo libro l’ho proprio preso in antipatia.

Yvaine

Chiacchiere in libertà

Ciao ragazzi!
Il blog è tornato attivo da poco, ma spero che vi stiate pian piano abituando ai nuovi ritmi.
Ho dovuto apportare queste modifiche perché purtroppo i tempi si sono un po’ ridotti da quando sono all’università. Poco tempo per leggere, poco tempo per scrivere e per tutte le cose che facevo prima. Giuro di aver passato tre mesi accendendo sí e no tre volte il computer. 
A dirla tutta anche il wi-fi funziona un po’ quando gli pare -_-
Ieri mattina, da brava studentessa fuori sede, ho preso il treno alle 6.32, ho affrontato quattro ore e mezza di viaggio e… ed ero morta! Ho dormito pochissimo, la valigia pesava un sacco e non riuscivo a leggere a causa del chiacchiericcio degli altri passeggeri e dell’abbiocco.
Sì, mi sarebbe piaciuto che fosse l’Hogwarts Express,
ma niente da fare… a chi non piacerebbe?
Sono rimasta a casa per un po’, una serie di imprevisti ha rimandato di poco la mia partenza. Di buono c’era che almeno avrei potuto godermi in compagnia di mia sorella Il settimo figlio al cinema e… e invece no! Perché nella nostra zona i film non arrivano mai, giuro che in tutti i cinema Cinquanta sfumature di grigio la fa da padrone. 
Sono indignata sul serio. A prescindere dalla discutibilità del film, non si può veramente limitare così tanto gli spettacoli. Il settimo figlio non sarà il nuovo capolavoro dell’anno, ma mi incuriosiva vederlo dato che ho letto il libro, ma vorrei ricordare che è uscito nelle sale il 19 febbraio ed è vergognoso che non ci sia ancora. Per farla breve sono partita senza averlo visto e tanti saluti. 
Una cosa buona in tutto questo c’è davvero: sono riuscita a recuperare i mesi in cui non ho letto niente, ha comprare pochissimi libri e dedicarmi soprattutto agli arretrati.
Per ora ho letto dodici libri di cui:
  • 2 classici entrambi arretrati
  • altri 7 arretrati
  • 1 rilettura
  • 2 libri comprati e letti subito
Devo dire che non sono state tutte delle belle letture, ma il libro che sto leggendo adesso mi sta facendo dimenticare qualsiasi dispiacere.

Lo so, è un post abbastanza inutile, ma ci tenevo a scriverlo comunque, a condividere qualcosa con voi. Oggi ho ricominciato con la solita routine: al mattino mi è toccata Letteratura Italiana e al pomeriggio Linguistica generale, per non parlare della capatina al supermercato, perciò non so quanto tempo mi resterà per scrivere post di sfogo o di chiacchiera come questo.
Spero che ci siano altre occasioni, ma staremo a vedere!
Ultima cosa, ma non meno importante, è che sto cercando di organizzare una certa cosuccia per voi per farmi perdonare l’anno di silenzio del blog… per ora non vi anticipo altro, non vorrei dover rimandare tutto all’ultimo facendovi le solite promesse vane. Continuate a seguirmi e scoprirete di cosa si tratterà 😉
E voi cosa mi raccontate? Come stanno andando le vostre letture? ^^
Yvaine

Memorie di una Dislessica #1

Folletti, oggi vi presento una rubrica tutta nuova!
Il titolo mi pare che dica già tutto: si tratta di un appuntamento leggero e divertente sulle castronerie dislessiche che spesso ogni tanto mi capita di dire.
La rubrica sarà pubblicata una volta al mese, senza una cadenza precisa, fino a esaurimento scorte ovviamente. Ma tanto sono convinta che continuerò a sfornarne senza sosta.
Tutto questo ha avuto origine quando ho visto Robin Hood, un uomo in calzamaglia, dove lo sceriffo di Rottingham fa spesso di queste gaffe, e da allora ho cominciato a farle anche io.

Il problema però è che sembra che io abbia contagiato anche gli altri. Perciò…

***Attenzione: rubrica ad alto rischio di contagio!***

Se avete coraggio continuate a leggere, ma se poi capiterà anche a voi non dite che non vi avevo avvertiti u.u

E come se non bastasse, quando ho l’ho ripescato da un foglietto, ho gridato a mia sorella:

“Milly, senti: ho fatto la crasi tra Uncetto e Cappuino!”

So di avere dei gravi problemi, lo so… ma in qualche modo bisogna pur andare avanti!
A voi capita mai qualche castroneria dislessica del genere? Fatemelo sapere con un commento qui sotto, sono curiosa!
Yvaine

Weekly News #1 (2015)

Buona domenica Folletti e ben ritrovati con la rubrica Weekly News! ^^
Ringrazio la mia sorellina Mirial per avermi aiutata nella ricerca e nella creazione dell’immagine qui sotto ❤
Rispolveriamo un po’ le regole, ché non le ricordo nemmeno io xD

Weekly News richiama il titolo del giornale “Daily News” americano (e non solo). E’ una rubrica con cadenza settimanale di domenicain cui riassumerò in quattro brevi punti la mia settimana:

  • Il libro della settimana: il libro che ho trovato più interessante, che ho letto, recensito o che ho semplicemente scoperto.
  • Il personaggio della settimana: il personaggio che in questi sette giorni ho sentito vicino, che mi ha ispirato, scelto tra libri, manga, anime e quant’altro.
  • La notizia della settimana: qualcosa che mi è accaduto durante la settimana e che ritengo più importante.
  • La citazione della settimana.
  • La canzone della settimana.
Cominciamo! 

Il libro della settimana è Harry Potter e la pietra filosofale.
Da quando la mia amica ha finalmente deciso di leggere la saga della Rowling ha risvegliato in me il desiderio di rileggerli tutti. Ho rivisto i film e sarei pronta rivederli un’altra volta.
Dite che sono grave? O piuttosto è colpa di una scrittrice così dannatamente brava?

Il personaggio della settimana è Ciccio. Ultimamente sono pigra… anzi no, è che mi va di fare le cose che mi piacciono: dormire, mangiare, bere tè e tisane, scrivere, leggere e andare in libreria. Tutto il resto può aspettare (?).

Nonna Papera rappresenta la mia Coscienza >_>

La notizia della settimana è proprio speciale: un bellissimo e dolcissimo pomeriggio passato in compagnia di Mirial e delle Belle che gestiscono il blog La Bella e il Cavaliere! 🙂


La canzone della settimana è questa. Mi fracassa piacevolmente i timpani da un bel po’ di giorni, ma io li amo ❤




La citazione della settimana non può che riguardare i libri. In questo periodo mi sono dedicata molto alla lettura, come non mi capitava da un sacco di tempo!

Talvolta penso che il paradiso sia leggere continuamente, senza fine.

– Virginia Woolf
E voi, cosa mi raccontate?
Yvaine

Recensione "L’apprendista del Mago" di Joseph Delaney

Oggi in serbo per voi Folletti ho la prima recensione dopo tanto tempo, inaugurando questo nuovo anno con la mia opinione su L’apprendista del Mago  di Joseph Delaney.
Ho letto il libro ormai una settimana fa e come forse saprete domani uscirà proprio il film che io andrò a godermi al cinema!
Nella recensione accenno al film come qualcosa di ancora lontano, però voi non fateci caso u.u

Titolo: L’apprendista del Mago
Autore: Joseph Delaney
Pagine: 225
Editore: Mondadori
Prezzo: 8.00 €
Serie: 01. L’apprendista del Mago
02. La maledizione del Mago
03-13. Non pubblicati in Italia

Era da parecchio che volevo leggere questo libro, ma ci è voluta l’imminente uscita del film per farmi decidere seriamente a prenderlo in mano.

Devo dire che sono rimasta soddisfatta. Mi aspettavo una lettura leggera e poco entusiasmante che non mi avrebbe lasciato nulla e invece mi sono dovuta ricredere almeno in parte. 
Thomas J. Ward, settimo figlio di un settimo figlio, ha quasi tredici anni ed è tempo per lui di trovare un lavoro, come prima di lui i suoi fratelli. La fattoria di famiglia spetta al più grande e così, quando un mago si presenta alla loro porta, il padre convince il mago a prenderlo con sé. In preda a dubbi ed esitazioni Tom segue il suo maestro, ma presto si renderà conto di quanto sia difficile la vita per un mago: senza amici, guardato con disprezzo da tutti, lontano dalla famiglia, rischiando la vita per combattere l’oscurità e le sue creature. E per un ragazzo inesperto e ingenuo come lui sarà facile cadere nell’inganno del male che lo convincerà a liberare Mamma Malkin, la strega più potente e malvagia che la Contea abbia mai conosciuto.
L’apprendista del Mago si discosta dal classico romanzo fantasy per le sue atmosfere cupe e a tratti brividose, passatemi il termine.
La Contea è infestata da ghast, una sorta di fantasmi rimasti impigliati nel mondo che giorno per giorno rivivono la loro morte; da boggart addomesticati, battimuri e squartatori di bestiame; da case stregate che mettono alla prova il coraggio; streghe che si nutrono di ossa o di sangue di bambini per accrescere i loro poteri. 
L’ambientazione, le atmosfere sinistre e le creature oscure che quasi richiamano le fiabe dei Grimm costituiscono i punti di maggior interesse di questo romanzo. Ho letto pochissimi libri fantasy con sfumature dark e per questo sono stata incuriosita dal mondo di Joseph Delaney e dalle sue leggi. Forse per i lettori più esperti di questo sottogenere L’apprendista del Mago risulterà infantile, poco approfondito e neanche poi così innovativo ed eccezionale, ma io l’ho trovata una lettura interessante. Certo, di dettagli ne abbiamo pochi, ma è un libro corto e per essere il primo di una saga getta già delle buone fondamenta. 
Una cosa che invece non ho apprezzato è l’inserimento di elementi reali in un mondo inventato, come il greco, il latino e i riferimenti alla cristianità. Non ho mai amato queste miscellanee, ma questa compresenza non è così determinante e questo può essere solo un mio gusto personale.
Un altro punto a sfavore è la prevedibilità di molti avvenimenti. Sono io il genio o è il protagonista ad essere scemo? Per sapere la risposta è bene introdurre l’analisi dei personaggi.
Tom è un ragazzino molto coraggioso che in situazioni di pericolo mostra una certa prontezza d’animo. E qui finiscono i suoi pregi. Per il resto è ottuso, tralascia le informazioni più difficili per concentrarsi sulle banalità che, per inciso, non capisce. Un esempio?

– Non ho capito nulla di quanto avete detto sulle streghe – risposi. – Non so cosa vuol dire “maligna”. E neppure “benevola”.

E il Mago gli risponde anche.
Adesso, potrebbe anche essere una resa in italiano poco felice, ma mi ha lasciata non poco interdetta.
Un altro segno dello scarso esercizio che fa dell’intelletto è quando libera Mamma Malkin. E’ stato lo stupido errore di uno stupido ragazzo, ma c’è da riconoscergli che almeno si prende le proprie responsabilità. Spero che nei prossimi libri si distingua di più per i suoi meriti.
La cosa più irritante è che nessuno lo critica o lo punisce: tutti gli perdonano i suoi atti sconsiderati perché “sbagliando s’impara”. Sì, niente di più vero, ma qualcuno gli dica anche che sbagliando può morire gente innocente!
Certo poi se il Mago non fosse stato omertoso e gli avesse spiegato fin da subito perché la strega era stata imprigionata e perché fosse giusto che ci rimanesse tutto questo non sarebbe accaduto, almeno non così, ma evidentemente l’omertà va di moda nella Contea.
Un’altra figura con degli alti e dei bassi è proprio il Mago Gregory. Da subito ho apprezzato il suo metodo e i suoi insegnamenti, ma ho trovato un po’ fastidiosi i commenti sessisti verso le donne. E’ chiaro che dietro tutto questo ci sia un’esperienza del passato non troppo felice di cui ancora non si parla, però avrei tanto voluto prenderlo al calci nel sedere. Non è comunque una mentalità da attribuire allo scrittore in quanto gli altri personaggi maschili tengono molto in conto l’opinione delle donne.
Proprio le donne sono secondo me i personaggi più riusciti. La madre di Tom, misteriosa, magica e dal carattere forte, e Alice la giovane strega né buona né cattiva, il personaggio più vero e realistico.
In conclusione un libro leggero, che forse sì, lascia un po’ poco, ma comunque carino e veloce da leggere, grazie a uno stile senza troppe pretese né artifici retorici e il ritmo incalzante della narrazione.

L’avete letto? Che ne pensate? Il film vi incuriosisce?

Yvaine

Sono tornata!

Potrei fare concorrenza alla Carrà se solo non fossi in ritardo di una decina di anni.
Ho scritto troppe volte dei post del genere. Post di scuse infinite, di promesse in cerca di giustificare le mie periodiche assenze, e adesso non so più come cominciare e ricominciare.
Dire che mi dispiace è quasi superfluo, spiegarne i motivi lo è ancora di più.
Tra la cervicale, malumori vari, la maturità dell’anno scorso e l’inizio dell’università ho avuto ben poco tempo e soprattutto nulla da condividere. Preferisco parlarvi di cose allegre piuttosto che far trasparire la mia tristezza o la mia rabbia. Sono successe parecchie cose in questi mesi, specialmente gli ultimi, intensi e senza respiro. Per farla breve ho conosciuto gente strana (ma strana forte!) che per certi versi avrei preferito non incontrare, sono diventata vegetariana, ho imparato a cucinare e a gestirmi da sola (c’è ancora parecchio da lavorare per quanto riguarda lo studio) e ho fatto nuove amicizie. 
Comunque dopo l’esame di maturità non c’è stato giorno che non pensassi al blog e a come riprenderlo, ma mi sembrava stupido farlo senza apportare modifiche e innovazioni.
Perché sono qui oggi, quindi? Ho trovato qualche nuova idea?
Forse.
Ecco le novità.
In questi mesi ho cercato qualche collaboratore che mi aiutasse a tenere il blog e a portare un po’ di varietà negli argomenti. Ho trovato due ragazze che forse sarebbero disposte a scrivere qualche post ogni tanto, senza nessuna cadenza fissa. Perciò non vi preoccupate nel caso dovessero comparire nuovi nomi da queste parti e spero che possiate accoglierle con calore.
Passiamo adesso agli aspetti più tecnici.
Verranno sospese le rubriche:
Teaser Tuesday
In My MailBox
I Wish…
Crazy Phrases

Siccome il mio tempo libero si è drasticamente ridotto non posso permettermi di assicurarvi rubriche fisse e da studente fuori sede quale sono mi risulta poi difficile scrivere una rubrica come Crazy Phrases. Alcune erano inutili, poco seguite e ripetitive, perciò non le rimpiango poi molto. 
Questo non mi impedirà comunque di parlarvi dei libri che leggo o che mi incuriosiscono, solo che il tutto avverrà con modalità diverse da quelle precedenti.

Spero di riprenderle in qualche modo, ma per ora rimangono sospese nel limbo:

A Celtic Tale
Writing a Book 
Scritto negli occhi

I post di film, di musica, di manga e anime, videogiochi e Kids let’s read! rimarranno come appuntamenti occasionali.
Riprenderà regolarmente invece la rubrica Weerkly News della domenica insieme a due nuove rubriche! Volete un indizio? Una mi riguarda e sarà divertente, l’altra invece sarà più seria e avrà un argomento diverso ogni puntata.
Con questo passo e chiudo! 
Ci risentiamo presto, un bacio,
Yvaine