Speciale Halloween #4: 31 Ottobre! *___*

Buon pomeriggio Pumpkins, e…. BUON HALLOWEEN! : )
Eh sì, proprio così, è già il 31 e oggi termina anche lo speciale organizzato da me, Vale del blog Esplosione di pensieri e Dafne che gestisce il blog Senza nome e senza titolo.
Qui trovate le precedenti puntate

Speriamo che gli scorsi appuntamenti vi siano piaciuti e che anche quest’ultimo possa essere di vostro gradimento ^^
E, a proposito, veniamo a noi!
Oggi abbiamo pensato di aprirvi una finestra sul mondo e darvi la possibilità di dare uno sguardo sul resto del mondo per vedere come si festeggia Halloween in diversi stati. Abbiamo trovato alcune informazioni interessanti e speriamo che l’interesse sia condiviso! = P

Il primo paese di cui andiamo a parlarvi sono le Hawaii..

Alle Hawaii c’è un’usanza molto particolare: il 31 ottobre gli abitanti si armano di canoa e affrontano la Laguna Fantasma per un incontro con gli spiriti. Esperienza suggestiva, cosa dite? 😉

E adesso veniamo all’Irlanda, ricca di leggende di fantasmi! Ma c’è qualcosa di ancor più magico quest’anno!
Infatti oltre ai classici festeggiamenti, si terrà un festival in onore dello scrittore Bram Stoker, celeberrimo per il suo capolavoro da brivido, morto da ormai cento anni, con fantasmi, vampiri e quant’altro! In più nei pressi di Ashford Castle si potrà partecipare ad attività legate al mondo di Harry Potter *__*
Inoltre in quell’isola meravigliosa ci sono molti castelli che sono segnati da oscure leggende, uno dei più suggestivi è il Castello di Ross. La leggenda narra che il capitano O’Donoghue compaia dalle acque del lago in sella al suo cavallo, ancora sconvolto per la sconfitta del suo esercito. Essere lì di notte dev’essere alquanto inquietante!

Ora invece ci dedichiamo al Giappone che prevalentemente ha adottato le usanze occidentali, con tanto di vendita di oggetti e di prelibatezze della pasticceria a tema con la festività. Una delle particolarità di questo paese sono le sfilate e la più importante è la Hello Halloween Pumpkin Parade, che si tiene dal 1983 nel distretto cittadino di Omotesando, a Tokyo.  Halloween inoltre è un modo per evocare attraverso gli obake, i fantasmi buoni, mentre evitano di rappresentare quelli maligni, gli yurei.

 
E infine vi proponiamo l’Africa, in cui non si festeggia un vero e proprio Halloween, ma le usanze delle cerimonie tradizionali in cui si utilizzano dei travestimenti richiama alla memoria la festa occidentale. Le maschere possono rappresentare animali, antenati, divinità o spiriti, sia essi benigni che maligni.
E mentre noi abbiamo i nostri dolcetti e le caramelle di cui ci ingozziamo, loro preparano dei biscotti, Chin Chin, preparati con delle spezie e poi fritti originari della Nigeria. Che dite, si possono provare? 😉

Fonti: 
http://www.apollodoro.it/articolo/halloween-2012-nel-mondo-come-si-festeggia-dall-irlanda-alla-transilvania/11505/
http://www.apollodoro.it/articolo/halloween-2012-in-giappone-tradizioni-e-feste-di-samhain-nel-paese-del-sol-levante/11673/
http://www.irlandando.it/halloween/tour-halloween-irlanda/
http://www.faceofmalawi.com/2011/10/the-spirit-of-halloween-in-malawi-and-africa/

Bene Pumpkins! Anche questa puntata è giunta al termine, speriamo che il nostro speciale vi sia piaciuto! ^^

E ora diteci: voi come festeggerete quest’attesissima notte? 😉

Vale, Dafne e Yvaine
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Teaser Tuesday #27

Buon pomeriggio, Pumpkins!
Il 31 ottobre si avvicina e io tornerò a chiamarvi Folletti, siete contenti? xD
Voi avete in programma qualcosa per questa notte tenebrosa? Io non credo che riuscirò ad organizzare niente, visto che proprio quel giorno la scuola organizza un’uscita didattica!
Ma beh, torniamo a noi e alla nostra rubrica del martedì che ho di nuovo l’occasione di pubblicare per voi.
Allora, ripassiamo velocemente le poche regole e poi vediamo di quale libro vi lascerò un piccolo estratto! 😉

Per poter partecipare anche tu prendi..

* Il libro che stai leggendo
* Una pagina aperta a caso
* Copiane un pezzo evitando accuratamente spoiler
* E infine rivelane l’autore e il titolo

 
Titolo: Le leggende di Aron. Il Segreto degli Undici.
Autore: Deborah Epifani
Casa Editrice: Linee Infinite

C’erano casi che non avrebbe mai voluto affrontare, decisioni che spettavano solo a lui e che gli toglievano il sonno. Abbassò la testa. La fine di *** era stato uno di quei casi. Era pronto a prendersi le stesse responsabilità anche per la giovane Maestra? 
Rifletté con lo sguardo a terra. Non si era mai pront abbastanza per nessuno, concluse. Ma lui era il Fondatore numero venticinque e qualcuno doveva pur occuparsi delle patate bollenti.
Pag 210
E voi, Pumpkins, cosa leggete di bello questa settimana? ^^
Yvaine

Quattro chiacchiere con A. H. Den, autore de "L’Ombra del Tiranno"

Buongiorno simpatici Folletti che anche oggi mi tenete compagnia! ^^
Oggi voglio comunicarvi una magica scoperta, di cui mi è giunta voce un po’ di tempo fa e che, ahimé, solo ora trovo il tempo per parlarvene. Ma, come si suol dire.. meglio tardi che mai!
Voglio segnalarvi questo interessante libro che forse alcuni di voi conoscono già, ma vorrei dare la possibilità di apprezzarlo a chi invece ne ignorava l’esistenza.

L’Ombra del Tiranno


Titolo: L’Ombra del Tiranno
Autore: A. H. Den
Pagine: 460

Editore: ilmiolibro.it

Prezzo: 19.00 €

Serie: Serie composta da 6 volumi

Trama

Una Tempesta annuncia l’inizio dei cambiamenti per un mondo rimasto per quasi mille anni vittima della lotta tra le due grandi potenze del pianeta: l’Impero di Selthon da una parte e il Regno di Naren dall’altra. Nel mezzo, a separarli, il grande Oceano Centrale. La capitale imperiale è il teatro di questi cambiamenti, un dei suoi funzionari l’uomo che riceverà da quattro figure angeliche un bambino nel quale è riposta la speranza di liberare il pianeta da un’antica e  oscura minaccia.

Booktrailer
 

Qui potete dare un’occhiata alla scheda del libro su ilmiolibro.it, mentre qui potete visitare la pagina facebook
E ora passiamo alle domande! 😉

Ciao Alessandro! Benvenuto sul mio blog e grazie per aver accettato di fare due chiacchiere con me e con i Folletti che mi seguono numerosi! ^^
Come prima domanda chiedo anche a te di presentarti ai miei lettori, per conoscerti meglio 😉
 Ciao Yvaine (e folletti!)! Descrivermi, mica facile ma ci provo. Nato e cresciuto in quel di Firenze (anche se dicono che non si sente affatto, sarà…),  
non sono esattamente la persona più socievole del mondo anzi, sono stato sempre piuttosto introverso o almeno mi ci è sempre voluto un po’ per sciogliermi. 
Per il resto ho parecchi interessi, dalla lettura ( anche se di rado leggo fantasy) all’animazione, una laurea in design (sulla seconda, in architettura, ci devo lavorare) e una gatta.
 Se non ho capito male il nome che compare sulla copertina è il tuo pseudonimo e, siccome sono una ragazza curiosa, non posso astenermi dal chiedertelo: come mai hai scelto di pubblicare con questo nome?
 Fin da piccolo avrei voluto cambiare nome a dire il vero, giusto perché il mio mi è sembrato sempre un po’ banale. Poi non mi ha mai fatto impazzire l’idea che chiunque, 
conoscendomi, possa indicarmi e dire “ha scritto un libro”. Sinceramente penso sia più interessante leggere una storia (possibilmente bella) a prescindere da chi l’abbia scritta. Da qui lo pseudonimo.
Da dov’è nata l’ispirazione per “L’Ombra del Tiranno” e l’intera saga? Quanto tempo hai impiegato per scrivere e revisionare il libro?
(Sospiro) è difficile dire da dove tutto è nato. Anni fa avevo in mente una storia ma sentivo che le mancava qualcosa, non trovavo l’inizio adatto forse. 
Poi ho fatto un sogno che mi ha particolarmente ispirato per creare la scena iniziale e da lì molti pezzi sono andati a posto da soli. 
Non nascondo che comunque la storia nel suo complesso sia anche frutto di anni di dedizione e di parecchie notti in bianco. 
Per scrivere “L’Ombra del Tiranno” ho impiegato su per giù quattro anni, sottoponendolo a numerose riletture durante il percorso e correggendolo via via.
 Una delle cose più divertenti che ricordo in proposito alla stesura era scrivere durante le ore di lezione alle superiori!
Passiamo quindi alla quarta domanda in cui vorrei chiederti se ti va di fare un piccolo giochetto: sapresti descrivere il tuo libro con una canzone? Ce n’è una particolare che ti riporta alla mente la tua storia? Perché?
Questa domanda non me la aspettavo! Direi proprio di sì comunque, “Bad Day” di Daniel Powter. Al di là del testo credo sia più che altro la melodia a farmela identificare. 
Figurati che anni fa, quando l’ascoltavo, vedevo tutta la storia del primo romanzo come se fossero spezzoni di un film.
Spesso, chi scrive, mette parte di sé o della sua vita in ogni personaggio, luogo o oggetto descritto nel proprio libro. Con quale dei tuoi personaggi hai più affinità? 
Come giustamente dici, ciascuno mette parte di sé in ognuno dei personaggi e credo che la risposta scontata sarebbe “il protagonista” (un po’ come dire che l’assassino è il maggiordomo) . 
Personalmente però mi vedo più nel Maestro Dovan perché rappresenta il me più attuale e maturo ma al tempo stesso una figura adulta che non è infallibile ma che impara dai propri errori.
Cos’è per te la scrittura e quando hai cominciato a coltivare questa passione?
La scrittura è per me essenzialmente un atto di amore, donare agli altri parte di se stessi, una continua tensione tra il dare e il ricevere.
Fin da piccolo ho sempre covato il desiderio di scrivere qualcosa, non mi vergogno a dire che, in tempi non sospetti (Dan Brown era un illustre sconosciuto ancora), 
avevo in mente di scrivere a proposito del Santo Graal, qualcosa del tipo “Indiana Jones e l’ultima crociata” .
  
Quando decidiamo coraggiosamente di scrivere un libro è importante non solo la nostra costanza e la fantasia, ma anche il supporto altrui. Chi è stato il tuo primo fan, la persona che ha seguito passo dopo passo la realizzazione del tuo libro d’esordio e ti ha sostenuto in ogni momento?
So che probabilmente questa risposta mi cara costerà (perché la diretta interessata la leggerà sicuramente) ma correrò questo rischio sprezzante del pericolo. 
Una mia carissima amica, anche lei scrittrice (M. Elena Gattuso, autrice de “Il ragazzo del Destino”, edizioni il Ciliegio), negli anni ci siamo supportati, letti e commentati a vicenda e lo facciamo anche adesso.
E adesso passiamo alle domande un po’ più generiche su questioni che mi incuriosiscono e che mi interessano, e spero che possano essere utili anche per chi sta leggendo. Su siti, riviste, blog e quant’altro spesso si legge dell’eterna lotta tra romanzo e racconto; c’è chi sostiene che sia più difficile scrivere uno piuttosto che l’altro. Qual è la tua personale opinione a riguardo?
Sinceramente non mi sono mai posto il problema. Ammetto di essere sempre stato uno scribacchino prolisso, probabilmente inadatto a scrivere racconti autoconclusivi (e brevi). 
Il mio interesse, al di là della storia, è quello di approfondire i personaggi e il loro comportamento, come interagiscono tra di loro e come affrontano e risolvono le difficoltà. 
Credo quindi che sia una scelta dettata più che altro dalla naturale propensione.
Come procedi per la stesura del tuo libro? Ti lasci trasportare dall’ispirazione e scrivi di getto o resisti all’impulso e prima ti organizzi il lavoro?
Come nel caso dell’insonnia, devo dire che le ho provate di tutte nel corso degli anni. Diciamo che conoscendomi piuttosto bene ho trovato infine il mio modus operandi.
 In pratica so quello che è necessario che accada ai fini della trama e lo tratto senza concedermi troppe libertà al contrario capita spesso che mi lasci trasportare nello scrivere i dialoghi. 
Diciamo che preferisco immergermi nella storia e provare a immaginare cosa potrebbero dire o pensare.
Come ho scritto sopra nelle informazioni generali del libro, la saga è composta da sei libri, correggimi se sbaglio. Immagino che quindi sarai molto impegnato con la stesura del secondo libro, ma voglio comunque provare a porti questa domanda: hai già altri progetti futuri in mente? O hai cercato di reprimere l’ispirazione per nuove storie, convogliando tutta la creatività e la fantasia solo sulla saga de Le Pietre di Talarana?
Piccolo spoiler, ho finito il secondo romanzo qualche settimana fa e al momento è in fase di attenta rilettura. In teoria il terzo romanzo è nella fase di pre-produzione, 
sto raccogliendo tutte le idee che nel corso degli anni ho accumulato e registrato (ho da sempre la fobia di scordarmi qualcosa di importante quindi appunto tutto anche più di una volta nelle agende). 
Venendo alla seconda parte della domanda ammetto che di idee nel corso degli anni me ne sono venute parecchie ( una o due riguardano il fantasy, un’altra narrativa). 
L’esperienza mi ha insegnato però a concentrarmi su una cosa alla volta, non tanto perché creda meno nella validità delle altre storie, più che altro perché completare questa saga è diventata una sorta di missione. 
Bene, la nostra intervista sta per concludersi, ma non posso lasciarti andare senza averti posto la consueta domanda che rivolgo sempre ad ogni autore! C’è qualche consiglio che vorresti dare a chi vorrebbe diventare scrittore?
Leggete, tanto. Ricordo con molto affetto una mia professoressa al liceo che sosteneva che non si può saper scrivere senza prima essere buoni lettori. 
Non importa cosa leggiate, l’importante è farlo, diceva. Credo di aver fatto mio questo motto nel corso degli anni ed è quello che mi sento di consigliare in generale (non solo agli aspiranti!).
Siate fantasiosi, più che potete. La fantasia è un dono innato che tutti noi (chi più, chi meno) abbiamo. Quando scrivete dovete stupire il lettore, colpirlo proprio al centro di questo meraviglioso dono che possediamo.
 Trattenetevi dall’ispirarvi, dal copiare e dal cavalcare l’onda del momento, se amate davvero ciò che fate. Colgo l’occasione per ringraziare nuovamente Yvaine per la bella esperienza (mi piacciono le interviste!) e tutti coloro che la leggeranno.
Folletti, questa era l’ultima domanda! Spero che l’intervista vi sia piaciuta e abbia dato nuova fiducia a quegli aspiranti scrittori che un po’ l’avevano persa! 😉
E a te, Alessandro, ti devo un enorme grazie per essere stato così disponibile e gentile e per avermi dato l’opportunità di scambiare quattro chiacchiere con te! ^^
In bocca al lupo per la tua carriera di scrittore e per la vita in generale! 🙂
Yvaine

"La Stirpe di Agortos", un fantasy innovativo e l’intervista a Elisabeth Gravestone!

Salve a tutti voi, Pumpkins che ogni giorno venite a tenermi compagnia nei pressi del mio Pozzo! ^^

Quest’oggi la vostra streghetta Yvaine vi vuole parlare di un magico libro e della giovane autrice che ha le carte giuste per affermarsi in questo lavoro. ^^
Questo libro mi interessa parecchio e ve ne avevo parlato in una puntata della rubrica I Wish, ma ne parlo nuovamente con piacere e voglio assolutamente presentarvi la scrittrice con cui ho avuto il piacere di parlare.
Che altro dire? Spero di farvi conoscere una storia che potrebbe piacervi e che sia le domande che le risposte possano divertirvi e possano essere d’aiuto a chi sta provando a scrivere una propria storia.
A me queste poche interviste che ho avuto la fortuna e l’occasione di fare mi hanno sempre lasciato qualcosa.. spero che ciò possa accadere anche per voi 🙂
E allora non mi resta altro da fare che passare al vero argomento del post! 😉

 Titolo: La Stirpedi Agortos. Prima generazione.
Autore: Elisabeth Gravestone, alias Alessandra Paoloni
Pagine: 198
Editore: Edizioni R.E.I.
Prezzo: 16,00 € (cartaceo); 5,00 € (e-book)
Serie: Quadrilogia
 
Trama
Nell’incontaminata terra dell’Egucron, Agortos, uomo di acuto ingegno e spiccata sensibilità, stringe un patto con la Dea Natura giurando che, sia lui che i suoi discendenti, si impegneranno ad approfondire la conoscenza della parte mistica e magica di quel mondo inesplorato che li circonda.
Saranno Anika e Airen, le sue figlie, le prime a dover far fronte a quella promessa. Separate da bambine, cresceranno in ambienti totalmente diversi: Airen come serva di Siderin, dispotico e spietato signore dei monti Atrùgeti, Anika nella sua casa natale a contatto con una natura misteriosa e incontaminata. Entrambe però sentiranno ben presto il richiamo di quel giuramento mantenutosi nel tempo, e nonostante le difficoltà e gli ostacoli che troveranno sul loro cammino, adempiranno al volere di Agortos preoccupandosi che le generazioni future mantengano vivo quel voto.

L’autrice.
Elisabeth Gravestone (pseudonimo di Alessandra Paoloni) coltiva fin da bambina una passione quasi viscerale per la scrittura e la lettura, pubblicando fin da giovanissima poesie e racconti su riviste e giornali locali. Esordisce come scrittrice con la raccolta poetica “Brevi monologhi in una sala da ballo di fine Ottocento” con la casa editrice Il Filo, cui seguono “Un solo destino” e “Heliaca la pietra di luce” entrambi editi con la 0111 Edizioni. Attualmente collabora come scrittrice per una nota rivista femminile e per alcuni periodici indipendenti. Si ripresenta al pubblico con il nuovo romanzo “La Stirpe di Agortos”, in cui inizia un ciclo di fantasy imperniati sul rapporto mistico tra l’uomo e la natura.  Nei prossimi mesi per la Butterfly Edizioni uscirà il paranormal fantasy “La discendente di Tiepole”, il suo nuovo romanzo inedito. 

E qui trovate i blog dell’autrice! Passate a dargli un’occhiata! ^^
La mia strada fino a qui.  Il blog.
La mia strada fino a qui. Il Forum. 
Qui invece potete trovare un estratto del libro, per farvi un’idea più chiara: Prologo de “La Stirpe di Agortos”

Ed ora sedetevi comodi, incominciano le domande! ; ) 
Innanzi tutto ti ringrazio per avermi concesso l’opportunità di farti qualche domanda ^^ Ma questa intervista la voglio aprire in un modo un po’ insolito e, se ti va, possiamo fare un giochetto. Al posto di chiederti semplicemente di descriverti, che ne diresti di farlo in modo alternativo, descrivendoci la tua giornata tipo?


Io ringrazio te Yvaine per lo spazio che mi hai concesso nel tuo blog e saluto tutti i tuoi lettori!

Attualmente mi divido tra scrittura, nipoti e l’azienda dei miei genitori (sono titolari di un oleificio). Sono mattiniera nel senso che cerco di svegliarmi presto per non perdere le prime ore della giornata, e naturalmente la prima cosa a cui penso è scrivere. Penso a quello che scriverò o a quello che leggerò durante il giorno. In effetti tutta la mia giornata ruota attorno alla scrittura, cerco di far combaciare tutti gli impegni con la scrittura di racconti per concorsi o romanzi. Mi ritaglio sempre dei momenti per stare davanti al pc a scrivere o a pubblicizzare quello che ho già dato alle stampe. E vado a letto presto, tranne magari il fine settimana che rincaso un po’ più tardi perché esco con la mia comitiva. Le mie insomma sono giornata tranquille ma piene, dove la scrittura da qualche tempo a questa parte è diventata il fulcro. 

Forse è una domanda un po’ banale, ma sono ugualmente curiosa di conoscere la tua risposta: come mai hai scelto di usare uno pseudonimo? C’è un motivo particolare per cui hai scelto proprio questo?
 

Non è affatto una domanda banale! La scelta di adottare uno pseudonimo per i libri de La Stirpe di Agortos (che è Elisabeth Gravestone per chi non lo sapesse) è stata “doverosa” in quanto questi libri sono la riedizione ricorretta e ampliata di un libro già edito nel 2008. Quindi cambiando editore, testo copertina ecc ho sentito anche l’urgenza quasi di cambiare identità. Ma non andrà sempre così, infatti nel mio prossimo romanzo edito tornerò a farmi chiamare col mio nome di battesimo, mentre per il ciclo di romanzi della Stirpe continuerò ad essere Elisabeth. 
Dove trai maggior ispirazione per le tue storie? E in particolare per “La Stirpe di Agortos”, da cosa ti sei fatta trascinare?

Deve ringraziare Il Signore degli Anelli. Quando mi sono accostata al mondo di Tolkien ho sentito il bisogno, visto che uno dei generi che apprezzo di più è il fantasy, di scriverne uno anche io. Ma volevo dipingere una storia fantastica diversa dal solito, che non narrasse solo dello scontro tra bene e male. Così è nata la Stirpe, ispirata dal grande Maestro del fantasy, ma con la caratterizzazione di avere come soggetto una natura fantastica e il rapporto che l’uomo ha con essa.
Se dovessi descrivere il tuo libro con una ricetta, quale sceglieresti?

Non è propriamente una ricetta, ma la Stirpe sarebbe senz’altro una bella pizza margherita con basilico. Semplice e gustosa, che si mangia (e quindi si legge) con piacere e qualche boccone. Non a caso io adoro la pizza…
Il tema di cui tratti nel tuo libro è molto interessante e affascinante e forse è qualcosa che agli uomini d’oggi manca un po’. Tu che rapporto hai con la natura?
Io sono cresciuta in un paesetto rurale alle porte di Roma. La natura per tanto mi ha sempre circondata. Forse è proprio per questo che è nata la Stirpe. Passeggiando per le strade di campagna, cosa che faccio ancora adesso, la mia immaginazione mi ha suggerito di dare voce alle piante, agli alberi e alle rocce come fossero “vere” e creature autonome. Credo che in questa società oramai urbanizzata (le aree verdi stanno scomparendo anche da me purtroppo) sia importante soffermarsi a guardare le piccole cose che Madre Natura ci ha consegnato perché ci convivessimo assieme e le rispettassimo.
Il fatto che avessi già pubblicato racconti e poesie per riviste locali e, successivamente, i tuoi libri d’esordio, ti ha agevolato la strada verso la pubblicazione di quest’ultimo libro?
Non credo. Le pubblicazioni degli scorsi anni mi hanno fatta sì conoscere, ma il mio nome non è ancora “importante” se così vogliamo dire. Più che agevolata, le pubblicazioni precedenti mi hanno spronata a continuare. All’inizio temevo il confronto col pubblico (anzi a volte lo temo ancora adesso) ma poi la sensazione di donare qualcosa di mio al mondo è stata quasi un richiamo per me. Certo adesso chi mi legge quando sa che esce un mio nuovo lavoro mi dice subito che lo prenderà, e di questo ne sono più che felice e lusingata.
Come dicevo poc’anzi, prima di pubblicare La Stirpe di Agortos hai avuto modo di scrivere e pubblicare altri romanzi. Forse è un po’ come chiedere ad una madre quale dei figli sia il suo prediletto, ma ci provo lo stesso: tra i tuoi libri ce n’è uno che preferisci? Perché?
Forse il mio libro “preferito” sono i Brevi Monologhi in una sala da ballo di fine Ottocento, la mia raccolta poetica d’esordio. Lì più che la fantasia ho messo il cuore. Lo scrissi in un periodo non troppo felice della mia vita, e alcuni versi mi rimbombano ancora nella testa. Oggi il libro si può scaricare o acquistare su lulu.com ma spero di trasferirlo su Amazon che ha senz’altro un pubblico più vario e vasto.
Leggendo la tua biografia ho avuto modo di notare che hai sempre pubblicato con case editrici differenti. E’ stata una tua scelta o delle case editrici?
E’ stata una mia scelta. Sono sempre andata alla ricerca di persone nuove con le quali collaborare e di orizzonti nuovi. Con ciascuno di loro ho lavorato in maniera differente. Oggi come oggi sono edita dalla Edizioni Rei e dalla Butterfly Edizioni. E credo tanto di aver trovato finalmente la mia dimensione stavolta…
Curiosando nei tuoi blog ho scoperto che, oltre ai seguiti de “La Stirpe di Agortos”, hai in programma un libro tutto nuovo, un paranormal fantasy. E’ troppo ardito da parte mia chiederti qualche anticipazione?
No che non lo è! Questo paranormal fantasy dal titolo “La discendente di Tiepole” lo scrissi nel 2008 l’anno del mio esordio letterario. Ma tra i Monologhi e quello che era un tempo Un solo destino, l’ho lasciato nascosto nel pc. E lì è rimasto in attesa per un bel po’, sia per impegni vari con altri libri, sia perché nel 2011 mi sono fermata con la scrittura  e le pubblicazioni. Poi ho conosciuto Argeta Brozi e la sua Butterfly Edizioni, una casa editrice giovane ma dinamica. E allora ho deciso di provare e le ho mandato il manoscritto. Sarebbe stato un peccato tenerlo ancora segregato nel computer. Diciamo che aspettava solo il momento giusto per venire fuori.
Secondo te qual è la cosa più difficile nello scrivere un romanzo?
Tecnicamente mantenere un livello alto per tutta la scrittura senza cadere in situazioni morte che potrebbero annoiare il lettore. Vanno bene le descrizioni ma tutto deve essere ben calcolato e dosato. E’ bene poi essere coerenti con la storia fino alla fine, e se questa è una saga cercare di non interromperla sul più bello anche se io con la Stirpe l’ho fatto. Il cliffhanger della prima generazione è stata una scelta voluta che forse alcuni mi rimprovereranno. Ma è stata una scelta non casuale.
Bene, siamo giunti all’ultima domanda! E siccome questa è la domanda di rito con cui concludo sempre le mie interviste, voglio chiederlo anche a te: qual è il tuo consiglio per chi ha il sogno nel cassetto di diventare scrittore?
Magari possono apparire frasi fatte, ma non lo sono: uno scrittore che vuole aspirare ad essere tale deve cercare di non arrendersi mai perché molte sono le delusioni in cui ci si può imbattere seguendo questo percorso. Molti no da parte di case editrici, molti no ai concorsi letterari. Ma questo non ci deve mai abbattere. Se scrivere è un bisogno e rende felici, gli ostacoli si superano facilmente. Inoltre è bene restare coi piedi per terra. La fama fa gola a tutti ma è bene pensare che solo a pochi è concessa. Io spero di continuare a scrivere e farmi conoscere perché è quello che amo fare anche nel mio piccolo, perché almeno per ora le piccole soddisfazioni sono ciò che mi rendono entusiasta del sogno che porto avanti.
Grazie mille per la tua disponibilità! E’ stato un estremo piacere! 🙂
Io ringrazio ancora te Yvaine! Grazie di cuore!

Bene, anche questa intervista è terminata. Spero vi sia piaciuta e che la semplicità e la bravuta di questa ragazza vi abbiano conquistato! 

Yvaine

Vincitore del Giveaway "Devilish" di Dorotea De Spirito + segnalibro di Halloween!

Bentornati al Pozzo dei Sussurri, Pumpkins!
Oggi si conclude il Giveaway del mio blog e di Sogni di una Notte di luna piena, in cui abbiamo messo in palio per voi una copia di “Devilish” di Dorotea De Spirito e un segnalibro di Halloween fatto dalla mia sorellina Mirial. Avete partecipato in tanti e ognuno di voi ci ha lasciato qualcosa di particolare ed unico. La scelta è stata difficile e combattuta, ma alla fine io e Mirial abbiamo decretato il vincitore di questo Giveaway. Vi dobbiamo delle scuse per non essere riuscite a pubblicare prima questo post, ma oggi è stata una giornata davvero dura e solo adesso riusciamo a scrivervi : (
Comunque sia.. siccome non ci è consentito dichiararlo sul blog, il fortunato vincitore ha ricevuto una mail da una di noi due, quindi che aspettate? Andate subito a controllare nella vostra posta elettronica, uno di voi si è aggiudicato questi due premi ^^


Complimenti al vincitore! ^^

  

Yvaine e Mirial

Anteprime: Un assaggio de "L’inferno di Dante" di Paolo Barbieri

Buon pomeriggio a voi, Pumpkins!
Non manca molto alla festa più tenebrosa dell’anno e un particolare libro della Mondadori sembra ricordarcelo, pubblicando proprio L’inferno di Dante, illustrato dal ben noto Paolo Barbieri.
Adesso che ci penso, scendere negli inferi danteschi per la notte di Halloween non sarebbe neanche tanto male xD
Ma lasciando da parte le mie tristi battute, vediamo i dettagli del libro, qualche accenno sulla biografia dell’illustratore e… una piccola sorpresa per voi! 😉

Da domani in libreria..
Titolo:L’inferno di Dante
Illustratore: Paolo Barbieri
Pagine: 120
Editore: Mondadori
Collana: Chrysalide
Prezzo: 22,00 €
 

Il più grande illustratore fantasy italiano reinterpreta l’Inferno dantesco.
Il luogo letterario più immaginifico, visionario della letteratura italiana, l’Inferno della Commedia dantesca, viene rivisitato da Paolo Barbieri che con il suo stile muscolare, sensuale e unico reinterpreta i grandi personaggi che lo abitano e gli straordinari luoghi che lo scandiscono. Da Caronte a Paolo e Francesca, da Cleopatra al Conte Ugolino, dalla Porta dell’Inferno alle mura di Dite e al lago ghiacciato, giù fino a Lucifero, la matita rinascimentale e i colori infuocati di Barbieri non fanno sconti all’umanità carnale, mortale e trasfigurata dell’inferno dantesco. Una svolta nella carriera dell’illustratore, un libro che stupirà anche chi non è mai stato un suo fan.
L’illustratore.
Paolo Barbieri comincia a disegnare, ancora bambino, ispirandosi ai cartoni animati di Ufo Robot. Da allora colleziona una serie impressionante di collaborazioni con case editrici italiane e straniere per libri di fantascienza e fantasy, illustrando copertine di autori come Eco, Cussler, Crichton, Wilbur Smith, George R.R. Martin. Ha legato il suo nome al successo di Licia Troisi, di cui ha curato tutte le copertine e i due libri illustrati Creature del Mondo Emerso e Le guerre del Mondo Emerso – Guerrieri e Creature. Nel 2011 esordisce come autore con Favole degli dei.
E adesso.. qualche assaggio dal libro per i più curiosi! 😉 

“Nel mezzo del cammin di nostra vita 
mi ritrovai per una selva oscura, 
che la diritta via era smarrita…“

Per me si va ne la città dolente,
per me si va ne l’etterno dolore,
per me si va tra la perduta gente.

 Cleopatra
 Malebolge

Cerbero, fiera crudele e diversa,
con tre gole caninamente latra
sovra la gente che quivi è sommersa. 
Li occhi ha vermigli, la barba unta e atra,
e ’l ventre largo, e unghiate le mani;
graffia li spirti ed iscoia ed isquatra.

Allora, che ne pensate? Voi lo comprerete? ^^


In My MailBox # 14 "Le leggende di Aron. Il Segreto degli Undici"

Un magico saluto a tutti, miei cari Pumpkins!
Finalmente sono riuscita a prendermi una pausa dallo studio delle arti e delle materie oscure. E se dico così credetemi, lo sono veramente! xD
Mi dispiace davvero di non aver più scritto nulla, ma è davvero un periodaccio.. la scuola è cominciata da u mese esatto (sì, SOLO) e io sono già esaurita, ma lasciamo perdere >_>
Oggi è mercoledì e il mercoledì è il giorno delle perle preziose che hanno preso parte alla mia collezione! Che ne dite se ripassiamo un po’ le regole di questa rubrica? 😉
L‘appuntamento di In My Mailbox, fissato per ogni mercoledì, potrebbe non essere così regolare per la mancanza di libri da presentare, poichè si tratta di comunicare gli ultimi acquisti.
Inoltre c’è una novità: io e la mia sorellina Mirial del blog Sogni di una notte di luna piena, abbiamo pensato di personalizzare questo appuntamento, riportando, oltre alle caratteristiche generali, anche la prima pagina del romanzo in modo che possiate farvi un’idea più chiara del libro ^^

Oggi vi parlo di un libro che settimane fa mi è arrivato per posta, un libro tanto atteso e che, appena possibile, leggerò con molto entusiasmo! ^^

Titolo: Le Leggende di Aron. Il Segreto degli Undici.
Autore: Deborah Epifani
Pagine: 477
Editore: Linee Infinite
Prezzo: 16.00 €
Serie: Serie
Trama

Aron ha quindici anni e una vita felice sulla sua piccola isola. Le giornate in mare, i tuffi dalla barca di Gorgo, il sale che tira sulla pelle e l’amore della sua famiglia sono tutto ciò che possiede, tutto ciò che desidera. Quasi tutto. Manca un giorno al suo compleanno e alla cerimonia che lo ammetterà al Consiglio dei Germogli, giovani pronti a difendere l’isola e i suoi abitanti da qualunque insidia li minacci. Ormai fervono i preparativi che lo renderanno a pieno titolo un uomo del Popolo del Mare. Basterà una notte di tempesta perché tutto cambi: dal buio emerge una misteriosa presenza che lo trascinerà lontano dagli affetti e dall’isola, nel mondo magico e insidioso di cui ora fa parte. Chi sono i Guardiani che lo cercano? Chi sono i misteriosi Undici il cui destino si intreccerà inevitabilmente con il suo? Quali enigmi nascondono e cosa vogliono da lui? Aron dovrà fare appello a tutto il suo coraggio e imparare a fidarsi della tenebra che lo accompagna, se vorrà salvare se stesso e le persone che ama. Una corsa contro il tempo per sfuggire al nemico comune. Un’avventura alla scoperta di se stesso e di quel Potere che lo rende unico al mondo. Un segreto da svelare per trovare la verità. 
 Estratto
Ciao, mi chiamo Aron e questa è la mia storia.
Sono nato pescatore su Tùlbay, l’ultima, minuscola, sperduta isola ai confini del Mar di Islyar. Un tempo, il mio nome era Aron Tùlsamir, che nell’antica lingua islyana significa “amico di una chiacchierata notturna”, o qualcosa del genere. E’ un nome azzeccato, credo, per via di ciò che sono ora. 
Io, però, non porto più il nome dei miei Padri da molto tempo ormai.
Per tutti, sono semplicemente Aron.
Il mare, invece, me lo porto sempre dentro. Di me, dicono che non ci sia tempesta islyana cui non assomigli, che il ritmo del mio cuore sia scandito dalle onde, che a volte abbia ancora il sorriso di Narsete, mio padre, e che il blu dei miei occhi ricordi il mare aperto che ho sempre amato.
Ma non c’è solo Islyar nel mio cuore. E il battito che sento nel petto, l’eco di un tamburo libero, non è solo mio.
Ho deciso di tramandare la mia storia perché ciò che ho visto e vissuto, ciò di cui porto ancora i segni, del Bene e del Male, non vada perduto; perché spero che l’odio e il rancore non si ripetano e che l’esempio degli eroi, grandi o piccoli, non sia dimenticato.
Io non ho dimenticato.
A te, chiunque tu sia, affido le memorie degli anni che hanno forgiato il mio animo e cambiato la mia vita…..
Che ne dite? Si può fare come acquisto? 😉
Se volete, qui trovate anche la mia intervista a Deborah Epifani ^^
A presto Pumpkins!! ^^
Yvaine