Acquisti librosi! Slurp! *w*

Eheheh! Salve gente! ^^
Come procede la vostra vita? E le vostre letture? ^^
Spero a gonfie vele! =)
Per quel che riguarda me, devo dire che mi sto riprendendo un po’.. come avrete avuto modo di vedere ho recentemente finito un libricino di duecento pagine che poltriva sul mio comodino -che tra l’altro non ho!- da ben due mesi.. che vergogna ç_ç
Oltre a cercare di giustificare la mia lentezza, in questo post vorrei aggiornarvi sulle ultime novità di venerdì.
State tranquilli, nulla che riguardi la mia persona e le mie sciagure adolescenziali.. per una volta sto tentando di proporvi un post che potrebbe risultare interessante per voi.
Tutta questa megaintroduzione per dirvi cosa?

Venerdì sono andata a teatro, una piccola uscita organizzata dalla scuola. Nelle ore che ci separano dallo spettacolo, il professore ci lascia liberi di scorrazzare per la città.. Potete ben immaginare quale sia la meta preferita della maggior parte delle ragazze, ma siccome a me dei vestiti francamente non è che mi importi poi molto.. mi sono girata ben due librerie, una davvero enorme, l’altra un po’ meno. Ovviamente ne ho approfittato un pochino, d’altronde non aspettavo altro da settimane!! =P

Ed ecco la parte più interessante! ^^
Qua sotto troverete i due libri che ho comprato più uno che mi sono lasciata sfuggire e che è da tempo nella mia wishlist.. Ma sapete che vi dico? Che quasi quasi vi metto anche quello che ha consigliato il prof! xD
Spero che almeno uno sia di vostro gradimento! 🙂

La Seconda vita. Sitael 1

Autore: Alessia Fiorentino
Pagine: 464
Editore: Rizzoli
Prezzo: 12,00 euro

In un mondo governato dalla luce e dall’ombra, Etenn è un quattordicenne infelice della sua vita da scudiero, anche se il colore dorato dei suoi occhi lascia capire che in lui c’è qualcosa di speciale. Proprio quando Qurasch, il figlio del Demonio, minaccia di gettare la Terra di Lycenell nel buio e nel silenzio per condannarla alla sua stessa solitudine, Etenn entra in possesso del Sitael, una sfera di Luce allo stato puro, e da quel momento niente per lui sarà più come prima. Perché il Sitael è l’unica arma in grado di sconfiggere Qurasch, ed Etenn ha la capacità di usarlo come nessun altro.
Nel lungo viaggio che lo porterà faccia a faccia con il suo nemico naturale, tra mille prove che riuscirà a superare solo grazie alla sua forza di volontà e all’aiuto degli amici che lo accompagneranno in questa seconda vita, Etenn dovrà mettere insieme i pezzi del proprio passato. E scoprirà lati di se stesso più oscuri di quanto non avrebbe voluto.

L’abbazia di Northanger

Autore: Jane Austen
Pagine: 226
Editore: Mondadori

Prezzo: 8,50 euro


La giovane Catherine Morland, in vacanza nella rinomata località di villeggiatura di Bath, si reca a visitare la sinistra abbazia di Northanger, rimanendo suggestionata al punto di confondere, progressivamente, fantasia e realtà.

 Questo mi sta aspettando da tempo immemore.. Te lo giuro Stroud, prima o poi questo tuo libro affiancherà la trilogia di Bartimeus.. anche quella in lista d’attesa per la lettura, però. T_T

 La valle degli eroi

Autore: Jonathan Stroud
Pagine: 404
Editore: Salani
Prezzo: 16,50 euro

I miti possono uccidere. Questo imparano i giovani appartenenti alle Dodici Case degli Eroi della Valle, a cui la tradizione vieta di superare i pericolosi confini dei Tumuli: chi infrange il divieto rischia una morte orribile, divorato (o peggio) dagli spaventosi Trow. Ma il giovane Halli della Casa di Svein è diviso tra il rispetto delle regole e il desiderio di diventare a sua volta un grande Eroe, come il suo illustre antenato. Varcare i confini e ricoprirsi di gloria: ecco il suo sogno. Niente a che fare con le noiose incombenze quotidiane. Purtroppo Halli non è alto e mondo come i suoi fratelli: piccolo, rotondetto e con una spiccata tendenza a fare scherzi a tutti, sembra che sia solo questione di tempo prima che si cacci seriamente nei guai. E infatti, dopo l’ennesimo scherzo giocato ai danni del viscido Ragnar della Casa di Hakon, la situazione precipita, mettendo in moto una catena di eventi catastrofici quanto imprevedibili. Per rimediarvi, Halli è costretto ad abbandonare la sua casa, a sfidare le leggi dei suoi pari e della sua famiglia, a scontrarsi con briganti, mostri e nobili assetati di vendetta; e a cercare aiuto in una pestifera ragazza che insieme a lui accetterà di mettere in pericolo sé stessa, le loro case e la vita dei popoli della valle.

Questo qui sotto invece.. diciamo che ve lo consiglia il mio prof xD Ogni volta che viene in classe ci ribadisce il titolo e si accerta che prima o poi lo compriamo tutti e si aspetta un po’ di pubblicità al di fuori della scuola.. Io purtroppo in libreria non l’ho trovato, ma.. ho mantenuto la seconda promessa! 😉
Ovviamente voi non siete obbligati ad acquistarlo xD
 

Assassino senza volto

Autore: Henning Mankell
Pagine: 366
Editore: Marsilio
Prezzo: 12,50 euro

E’ il primo libro della serie: Le inchieste del commissario Wallander

Una giornata di gennaio, in un paese della Svezia, un contadino scopre che i suoi vicini, una coppia di vecchi contadini, sono stati assaliti e picchiati barbaramente. Incredulo di fronte a tanto sangue, avverte la polizia. Kurt Wallander accorre subito alla chiamata della centrale e quello che vede è peggio di quanto avesse immaginato. L’uomo è stato torturato e colpito fino alla morte, la donna è ancora viva e anche lei vittima di una violenza senza ragione. Prima di morire sussurra le sue ultime parole: “Straniero, straniero”. Basta una fuga di notizie e i cittadini organizzano una caccia all’uomo. Wallander deve arginare la loro determinazione a farsi giustizia da soli, ma presto scoprirà anche che l’uomo ucciso conduceva una doppia vita.

Spero che abbiate trovato qualcosa di vostro gradimento! ^^

Un bacio e un abbraccio dalla vostra

Yvaine
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Writing a Book #5

– Le nuove dal ponte della Whisper, la nave che attracca nella 
mia mente e mi porta nuove idee per i miei scritti;
– Come procede la mia storia e tutto ciò che le riguarda;
– E infine, qualche consiglio sulla scrittura, per tutti quelli a cui piace scrivere.
Vi svelo un segreto. Sapete per quale altro motivo tardo sempre a postare questa rubrica? Ebbene sì, rimando sempre la stesura di questo post perchè vorrei cercare di affrontare anche i primi due punti della rubrica. Se l’avessi cominciata sei mesi fa probabilmente avrei finito per parlarvi esclusivamente delle ore passate a scrivere il mio libro, ma purtroppo ora è la scuola a togliermi il sonno e prosciugare ogni mia energia. Il problema è che, come vi avevo già spiegato in Writing a Book # 4, non è la voglia a mancare, piuttosto quella forza che fa muovere le dita. Si potrebbe definire pigrizia se non fosse per un particolare: io saprei di cosa scrivere, sento la necessità di produrre un fiume di parole, ma è come se un lucchetto mi chiudesse le labbra; non mi sento libera di pensare e di dire ciò che voglio.. Vorrei tornare a quest’estate, quando avevo un mucchio di tempo per me, per le mie letture e per i miei scritti.. Agogno le vacanze natalizie, anche se non credo che possano portarmi sollievo. Intanto aspetto che arrivi in fretta venerdì.. con la scuola si va a vedere uno spettacolo teatrale e nel pomeriggio posso fare una capatina nell’enorme libreria, perdermi tra i suoi scaffali e sentire le miriadi di voci che narrano le storie di ogni singolo libro.. Spero di fare acquisti..
Ecco.. vi ho spiegato più o meno in breve la situazione e ho anche buttato giù sinteticamente quello che mi sta frullando in testa da un paio di giorni.
Ma ora continuiamo col resto della rubrica! ^^
Vi avedo già anticipato che avrei concluso il discorso cominciato due settimane fa, sul descrivere. —> Per chi volesse rinfrescarsi la memoria: Writing a Book #4

Come vi avevo appunto detto l’ultima volta, è opportuno fare una selezione degli elementi da inserire nel testo, ma bisogna anche scegliere come farlo. Procediamo con calma.
Mi sembra chiaro quali siano i punti fondamentali di una descrizione, l’importante è non fornirli tutti nello stesso momento, per quel che riguarda la descrizione di personaggi. Ovvero: bisogna evitare di stilare un elenco di caratteristiche, poiché spesso suona banale, sciocco e anche inutile. Credo che nelle descrizioni debbano esserci similitudini, una mescolanza di sensi e anche esempi concreti, per quanto riguarda il carattere. La cosa migliore è far conoscere il personaggio man mano che si procede con la storia, evidenziandone i comportamenti e, per la presentazione dell’aspetto fisico, inserirli nel momento adatto, per esempio sfruttando frasi come:

 <<…>> disse Luca, passandosi una mano tra i capelli ramati.

oppure..

<<…>> chiese Amanda dubbiosa, attorcigliandosi una ciocca bionda.

 Bisogna inoltre:
– evitare le frasi ricorrenti come: “La ragazza era […]. Il suo viso era […]”
– evitare di ripetersi;
– evitare di saltare da un particolare all’altro dell’oggetto da descrivere;
– evitare di sacrificare elementi importanti, per lasciare spazio a dettagli invece inutili.


Vi sono due criteri secondo cui strutturare il testo: quello dell’ordine e quello sensoriale.
Esaminiamo il primo con le sue divisioni interne.
Qualsiasi sia il referente (una persona, un animale, un oggetto o un luogo) si può descrivere secondo un ordine logico, che può andare dal generale al particolare o viceversa.
Per i luoghi invece si può adottare anche la descrizione secondo un ordine di tipo spaziale, che può partire dall’esterno di un edificio all’interno o dall’interno all’esterno, oppure seguendo lo sguardo di chi osserva ed eseguire una descrizione partendo dall’alto verso il basso, da sinistra verso destra o vicevarsa.

E’ anche possibile seguire un ordine temporale, descrivendo quindi uno stesso referente in due momenti diversi nel tempo, scegliendo sempre se partire dal presente o dal passato, evidenziando quindi i cambiamenti subiti nell’arco di una giornata o di anni.
Nel criterio sensoriale invece entrano in gioco anche gli altri sensi. La vista è di certo il più importante, ma una descrizione attraverso anche l’udito, il tatto, il gusto e l’olfatto è ancora più esauriente e permette al lettore di sentirsi davvero partecipe.


Una volta che si sono stabiliti questi punti si può passare alla stesura, nella quale bisogna utilizzare un lessico appropriato, ricco e vario, facendo uso di sinonimi e curando al massimo le parti che devono produrre un effetto visivo, aiutandosi con aggettivi qualificativi e figure retoriche come similitudini e metafore (quanto basta, mi raccomando!). Bisogna anche utilizzare con correttezza i tempi verbali, periodi contenenti un giusto numero di coordinate e subordinate chiare e incisive, e un adeguato uso di indicatori logico-spaziali, ovvero preposizioni, avverbi e locuzioni avverbiali per localizzare nello spazio il referente.


L’ultimo passo da compiere, ovviamente, è la revisione del testo per assicurarsi che non vi siano errori, che il concetto sia chiaro ed espressivo!


E così si conclude anche questo quinto appuntamento con la rubrica! Spero sia stato di vostro gradimento! ^^
A presto! =)

Yvaine
Fonti: Manuale di scrittura non creativa di Federico Roncoroni e me stessa.

PS: per tutti gli scrittori in erba che hanno delle domande da pormi, e per chi volesse avere un parere sul proprio scritto da una persona estranea, o per chiedermi di affrontare un preciso argomento in questa rubrica potete contattarmi via mail (ilpozzodeisussuri@hotmail.it). Grazie dell’attenzione ^^

Se una notte d’inverno un gatto…

Se una notte d’inverno un gatto…,  di Denis O’Connor

Iniziato il: 14/10/11
Finito il: 26/11/11

Trama

Denis vive in un cottage nel Northumberland, dove trascorre una vita solitaria e tranquilla, dividendosi tra la casa e il lavoro all’università. Sarà però una notte d’inverno a sconvolgere la sua routine: mentre contempla il cielo notturno e il bianco manto nevoso che ricopre ogni cosa, sente un suono straziante e si precipita verso la direzione da cui proveniva il lamento per scoprire una gatta intrappolata in una tagliola. Denis la libera, ma prima che possa pensare ad un modo per alleviare le sue sofferenze, il felino scappa zoppicando. Dopo un primo momento d’esitazione Denis decide di correre dietro alla gatta e segue le sue tracce insanguinate che lo conducono in un vecchio fienile abbandonato dove lo aspetta una sorpresa: la gatta non è sola, con lei ci sono anche i suoi due cuccioli che purtroppo non sono in condizioni migliori di quelle della madre. Essendo arivato fino a tanto Denis capisce che la sua missione non è ancora finita e si reca celermente dal veterinario che gli annuncia la morte della gatta e di uno dei suoi cuccioli, il secondo è ancora in vita, ma non nutre molte speranze per la sua sopravvivenza. Denis però non può proprio accettare che quella palla di pelo così piccola e indifesa venga soppressa, così decide di prendersene cura e di portarlo a casa con sé. Iniziano così una serie di notti insonni, di giornate faticose passate a fare le veci della madre, a volte sono tentativi malriusciti che portano Denis a credere che abbia commesso un errore, che forse il micio non riuscirà a salvarsi, ma presto si renderà conto che tutti i suoi sforzi verranno ben ripagati. Perchè una volta superata la convalescenza di Toby Jug, per Denis comincerà una nuova vita alla scoperta della natura, degli istinti e di quel complesso mondo felino che fino a quel momento aveva creduto di conoscere, attraverso episodi esilaranti e piccoli incidenti padrone e animale scopriranno insieme la vita e tutti i suoi segreti.

Commento

Poche volte ho sentito il richiamo di un libro. Spesso sono stata io a spulciare librerie e leggere qualsiasi trama capitasse sotto tiro trovando, per carità, libri interessanti. Ma raramente è stato un libro a scegliere me. Questo è uno di quelli.
Per il mio compleanno sono andata in libreria, pensando di farmi un regalo. Di solito perdo molto tempo per decidermi su cosa comprare delle tante offerte paginose allettanti, eppure… quel giorno non sono riuscita a trovare nulla! =S
Ero molto frustrata, mi sentivo male per non avere nessun libro in mano, ma poi.. mi giro e vedo un libro dal dorso bianco, con un titolo non poco suadente: “Se una notte d’inverno un gatto…
Ho sentito il bisogno diprenderlo in mano, di sfogliarlo, di leggerne la trama.. alla fine però non l’ho preso, non ne ero convinta, anche se ammetto che già dopo averlo riposto sullo scaffale avevo voglia di riprenderlo.
Comunque sia, ho fatto in modo di tornare in libreria e acquistarlo. Posso finalmente dire di non aver speso inutilmente 16 euro!
Cosa mi è piaciuto del libro?
Allora, innanzi tutto per un motivo “personale”. Mi sono sempre piaciuti molto i gatti e desidero sin da quando ero bambina di poterne avere uno. Quindi capite bene come quel titolo mi abbia attirata a sé!
Veniamo ora alla parte più tecnica.
E’ un libro corto, ma intenso, pieno di emozioni e sentimenti derivanti da esperienze personali; sì, perchè questo libro racconta la vera storia di questo micio e del signor Denis O’Connor. E pensare che tutto quel che è descritto sia accaduto realmente mi fa un po’ effetto. Quando si legge un buon libro si può dire di aver vissuto davvero la storia, come se fossimo stati i protagonisti, ma spesso e volentieri non è possibile vivere certe esperienze; anche se sono fatti plausibili c’è sempre qualche particolare che forse non si può raggiungere nella vita reale. Tuttavia quando ti trovi davanti ad una biografia.. sai che è possibile ciò che prima sembrava il contrario e fantasia e realtà si confondono.
Per lo stesso lettore Toby Jug diventa un cucciolo indifeso e poi un gatto curioso, giocherellone, tenero, intelligente e speciale, al quale è impossibile non affezionarsi.
Lo stile è semplice e rende facile la lettura..
Punti a sfavore? Nessuno, io non ne ho trovati.. Non vi resta altro che comprarlo! 😉

Voto: *****

Yvaine

Teaser Tuesday #7: Magya, di Angie Sage!

* Il libro che stai leggendo
* Una pagina aperta a caso
* Copiane un pezzo evitando accuratamente spoiler
* E infine rivelane l’autore e il titolo

Oggi vi propongo questo libro che mi ha addolcito l’infanzia. Purtroppo non ricordo molto di questo libro, se non il fatto che mi piacesse veramente molto.. E con l’arrivo del quarto libro – avevo perso le speranze di vederlo in libreria – ne approfitto per gustarlo una seconda volta ^^

Titolo: Magya
Autore: Angie Sage
Casa Editrice: Salani Editore

«Zio Alther!» esclamò Jenna felice. Si precipitò giù dall’argine e andò incontro ad Alther, che era in piedi sulla spiaggia e fissava perplesso la canna da pesca che aveva in mano.
«Principessa!» Alther fece un sorriso radioso e la avvolse nel suo ab-braccio da fantasma, che a Jenna aveva sempre dato l’impressione di una calda brezza d’estate sulla pelle.
«Bene bene» disse Alther. «Ero solito venire qui a pescare da ragazzo e sembra che anche ora abbia portato con me la canna da pesca. Speravo
proprio di trovarvi tutti qui».
Jenna rise. Non riusciva a credere che lo zio Alther fosse mai stato gio-vane.
«Vieni con noi, zio Alther?» gli chiese.
«Spiacente, Principessa, non posso. Tu conosci le regole della Fantasmi-tà:
A un fantasma unicamente è dato
calpestare il suol già in vita calpestato
E purtroppo da ragazzo non sono mai andato oltre questa spiaggia. Troppi bei pesci da pescare… Dunque» disse poi cambiando argomento, «è un cestino da picnic quello che vedo sul fondo della barca?»
In effetti sotto un rotolo di corda zuppo d’acqua c’era proprio il cestino da picnic che Sally Mullin aveva preparato per loro. Silas lo tirò fuori.
«Oh, la mia schiena» gemette. «Ma cosa ci ha messo dentro?» Sollevò il coperchio. «Ah, questo spiega tutto» sospirò. «È pieno zeppo di torta al-l’orzo. Be’, è stata un’ottima zavorra, no?»
«Papà» lo rimproverò Jenna. «Non essere cattivo. E poi a noi piace la torta all’orzo, non è vero, Nicko?»
Nicko fece una smorfia, ma Ragazzo 412 li guardò speranzoso. Cibo! Aveva tanta fame… Non riusciva neppure a ricordare l’ultima cosa che a-veva mangiato. Oh, sì, ecco: una ciotola di porridge freddo e colloso poco prima dell’appello di quella mattina. Gli sembrava fosse trascorsa un’eter-nità…
Silas tirò fuori da sotto la torta gli altri oggetti un po’ schiacciati: una scatola con esca, acciarino e pietra focaia e dei ramoscelli asciutti, una lat-tina piena d’acqua, del cioccolato, zucchero e latte. Preparò un piccolo fuo-co e vi appese sopra la lattina con l’acqua per farla bollire, mentre gli altri si avvicinavano per scaldarsi le mani e cominciavano a masticare le loro fette di torta.
Persino Marcia ignorò la rinomata tendenza della torta d’orzo a incollarsi sul palato e mangiò quasi tutta una fetta. Ragazzo 412 mandò giù la sua parte e spazzolò anche quello che gli altri avevano lasciato. Poi tornò a di-stendersi sulla sabbia bagnata, chiedendosi se sarebbe più riuscito a rial-zarsi. Si sentiva come se gli avessero versato addosso del cemento.
Jenna si mise una mano in tasca e tirò fuori Petroc Trelawney. Il sasso da compagnia sulle prime non si mosse, ma quando Jenna lo accarezzò de-
licatamente, tirò fuori le zampine corte e tozze e le agitò impotente nell’a-ria: il povero Petroc era sdraiato sulla schiena come un insetto rovesciato.
«Oops, sottosopra» esclamò ridacchiando Jenna. Lo raddrizzò e Petroc Trelawney batté lentamente le palpebre e aprì gli occhietti.
Jenna si mise una briciola di torta sul pollice e gliela offrì.
Petroc Trelawney sbatté nuovamente le palpebre, studiò per qualche momento la torta all’orzo, poi la mordicchiò delicatamente. Jenna era entu-siasta.
«L’ha mangiata!» esclamò.
«Mi sembra logico» commentò Nicko. «Una torta dura come un sasso per un sasso cucciolo. Perfetto».
Ma neppure Petroc Trelawney riuscì a mangiare più di una grossa bricio-la della torta. Alla fine del pasto si guardò intorno per qualche altro mo-mento, poi chiuse gli occhi e tornò a dormire al calduccio della mano di Jenna.
Ben presto l’acqua che avevano messo sul fuoco cominciò a bollire. Silas ci aggiunse i quadratini di cioccolato e il latte. Mescolò il tutto proprio come piaceva a lui e quando fu in procinto di bollire di nuovo ci versò dentro lo zucchero e continuò a mescolare.
«La migliore cioccolata calda del mondo» dichiarò Nicko. Nessuno dis-sentì mentre la lattina veniva passata di mano in mano e ripulita fin troppo presto del suo contenuto.

Mentre gli altri mangiavano, Alther, corrucciato, era rimasto a fare prati-ca di lancio della lenza con la sua canna fantasma. Quando vide che ave-vano finito, fluttuò verso il fuoco. L’espressione del suo viso era molto se-ria.
«È accaduto qualcosa dopo che ve ne siete andati» disse a voce bassa.
Silas sentì come un peso alla bocca dello stomaco e capì che non era la torta all’orzo. Era la paura.

Writing a Book #4: Finalmente!

Ed eccoci qui, finalmente dopo tanti rinvii, al quarto appuntamento con la rubrica Writing a Book!
Direi che possiamo considerarlo un miracolo.. magari adesso scende giù anche una nevicata di quelle coi..fiocchi xD
**battuta tristissima venuta sul momento.. chiedo venia!**
 Dovrei chiedervi scusa anche per l’attesa, ma come avrete letto in qualche post precedente solo ora ho il tempo di fermarmi e rimuginare sul contenuto di questa rubrica..
Beh, direi di non attendere oltre 😉

– Le nuove dal ponte della Whisper, la nave che attracca nella 
mia mente e mi porta nuove idee per i miei scritti;
– Come procede la mia storia e tutto ciò che le riguarda;
– E infine, qualche consiglio sulla scrittura, per tutti quelli a cui piace scrivere.
 

Mi sembra inutile soffermarmi sui primi due punti che prevede la rubrica.. Se non ho avuto tempo per il blog figuriamoci per i miei scritti! Anche se, dico la verità, la voglia non mi manca e neppure l’umore, è adattissimo per scrivere qualcosa di passabile.
Eppure.. non so se vi è mai capitato di voler scrivere, di sentire la testa piena di cose che potrebbero rivelarsi interessanti, ma non riuscite a metterne a fuoco neppure mezza, e quindi non riuscire proprio a buttare giù una riga. Poi dovete sapere che, oltre a questo problemuccio, ne ho un altro. Nel mio libro sono arrivata ad un punto di “blocco”, anche se non è propriamente così. Devo affrontare un compleanno, nel bel mezzo del folto della foresta.. =S
Converrete anche voi che comunque non è un episodio che si protrae per molto tempo, potrei concludere la faccenda in mezza giornata, eppure vorrei tanto passare oltre T_T
Per fortuna è arrivata la mia migliore amica a darmi qualche spunto.. vedrò di lavorarci su appena possibile! 🙂
Ne approfitto per ringraziarla, sia per questo aiuto che per l’immagine della rubrica! ^^

Dunque dunque dunque.. adesso veniamo a noi, scrittori!
Oggi ho intenzione di parlarvi di un aspetto importante in uno scritto: il descrivere.

Le descrizioni sono di fondamentale importanza, poichè servono per far orientare il lettore nella storia, nel luogo e nel tempo in cui si svolge, i personaggi e gli avvenimenti. Deve quindi avere un fine per la storia, essere chiara, efficace e per questo va elaborata con estrema cura.

Cosa sarebbe un romanzo senza descrizioni?
Ma bisogna anche saper descrivere.. E allora vediamo un po’ qualche requisito:
– si ha bisogno di capacità di osservazione, che permette di cogliere, a seconda delle necessità, i caratteri generali dell’oggetto della descrizione (ovvero gli aspetti comuni a tutte le cose di uno stesso tipo), e quei caratteri che invece lo distinguono dagli altri;
– la capacità di analisi e di sintesi: la cosa va percepita nella sua completezza, ma anche scomposta nelle sue parti che danno vita a tale completezza. La descrizione risulterà efficace se sarà il frutto di una sintesi unitaria che non trrascura i particolarii analitici dell’insieme;
– la capacità di generalizzazione e astrazione, per essere in grado di descrivere un oggetto senza mai averlo visto, ma conoscendone le caratteristiche (per esempio si può descrivere un cavallo senza averlo visto perchè si sa quali sono gli aspetti generali dell’animale);
– infine si ha bisogno di una buona capacità espressiva – a mio parere la più importante – : una buona descrizione deve essere credibile e deve trasmettere al lettore le sensazioni e fare in modo di materializzare davanti ai suoi occhi l’oggetto descritto, quindi di suggestionare chi legge.

Da dove cominciare però?

Prima di tutto teniamo conto delle nostre conoscenze. Se ci si accorge di non avere una conoscenza adeguata per cominciare a descrivere, la prima mossa da fare è informarsi.
L’infomazione può avvenire in modo diretto, ovvero con l’osservazione, non solo con gli occhi, ma coinvolgendo anche gli altri sensi, se possibile; oppure ci si può informare su testi o consultando esperti. Questa ricerca può essere utile sia per raccogliere nozioni, sia per far tesoro di espressioni. Spesso capita di non sapere i nomi delle particolari caratteristiche proprie dell’oggetto, oppure si fa difficoltà a trovare una frase che esprima nel modo migliore possibile quell’esatto movimento, quella posa ecc.
Io ad esempio quando leggo ho sempre di fianco due quaderni: su uno appunto le parole che non conosco, sull’altro le espressioni, i verbi e le parole che possono servirmi da spunto quando devo descrivere qualcosa.
Vediamo adesso lo scopo di una descrizione; può essere:
– a scopo informativo, ovvero che si occupa solo di presentare e far conoscere l’oggetto;
– a scopo persuasivo, che mirano a influenzare negativamente o positivamente l’opinione del lettore facendo uso degli adeguati aggettivi;
– a scopo espressivo che, attraverso la descrizione fisica, ha l’intenzione di suscitare emozioni e sensazioni, utilizzando anche metafore e similitudini.

Anche per descrivere è importante tenere conto del destinatario, per scegliere il linguaggio e la lunghezza del testo. In ogni caso, bisogna porsi un giusto limite, poiché una descrizione troppo ampia e articolata può risultare dispersiva, mentre una breve risulta mancante di qualcosa e non soddisfa le curiosità del lettore. Si deve atture un’omissione che però non comprometta la comprensione del lettore, scegliere ciò che è utile per la storia ed eliminare i particolari che possono portare fuori strada chi legge.
Ed è ciò che ho intenzione di proporvi nel prossimo appuntamento! Ci sono un po’ di altre cose interessanti da ribadire!
Ho deciso di parlarne in post diversi perchè altrimenti viene fuori un qualcosa di veramente lungo.
Spero che questa prima parte vi sia piaciuta! ^^
Un bacio a tutti voi che avete avuto pazienza per così tanto tempo dalla vostra

Yvaine ^^
Fonti: Manuale di scrittura non creativa di Federico Roncoroni e me stessa.

PS: per tutti gli scrittori in erba che hanno delle domande da pormi, e per chi volesse avere un parere sul proprio scritto da una persona estranea, o per chiedermi di affrontare un preciso argomento in questa rubrica potete contattarmi via mail (ilpozzodeisussuri@hotmail.it). Grazie dell’attenzione ^^

Pillole Austeniane! ;)

 
Oggi voglio proporvi, miei cari lettori, qualche frase tratta dai due libri che per ora ho avuto il piacere di leggere della mitica Jane Austen. Spero che invoglino coloro che non li hanno letti a farlo al più presto e che rievochino invece piacevoli ricordi a coloro che li hanno gustati e apprezzati quanto me ^^

Da Orgoglio e Pregiudizio

 

L’orgoglio è un difetto assai comune. Da tutto quello che ho letto, sono convinta che è assai frequente; che la natura umana vi è facilmente incline e che sono pochi quelli che tra noi non provano un certo compiacimento a proposito di qualche qualità – reale o immaginaria – che suppongono di possedere. Vanità e orgoglio sono ben diversi tra loro, anche se queste due parole vengono spesso usate nello stesso senso. Una persona può essere orgogliosa senza essere vana. L’orgoglio si riferisce soprattutto a quello che pensiamo di noi stessi; la vanità a ciò che vorremmo che gli altri pensassero di noi. 

***

Da quel momento fu giudicato per sempre: era il più orgoglioso, il più antipatico uomo che si potesse vedere, e tutti speravano che non sarebbe mai più tornato. La più accanita contro di lui era Mrs Bennet, la cui antipatia verso il suo contegno in genere era maggiormente inasprita da un risentimento particolare, dovuto al fatto che aveva disprezzata una delle sue figlie.

***



La natura umana è così incline a trovarsi delle scuse!

***

L’immaginazione di una donna è molto veloce; salta dall’ammirazione all’amore e dall’amore al matrimonio in un momento.

***

Sono poche le persone a cui io voglio veramente bene e ancor meno sono quelle di cui io nutro una buona opinione. Più conosco il mondo e meno ne sono entusiasta: ogni giorno che passa mi conferma nel mio giudizio sull’instabilità dei caratteri e sullo scarso affidamento che va fatto su ciò che può apparire merito o ingegno.

***

Ho lottato invano. Non c’è rimedio. Non sono in grado di reprimere i miei sentimenti. Lasciate che vi dica con quanto ardore io vi ammiri e vi ami.

***

È una verità universalmente riconosciuta che uno scapolo facoltoso debba sentire il bisogno di prendere moglie. Per questo, appena un tale uomo appare all’orizzonte, tutte le famiglie del vicinato lo considerano proprietà legittima delle loro figlie in età da marito.

***

Non avrei potuto essere più disperatamente cieca se fossi stata innamorata. Ma è stata la vanità, non l’amore, che mi ha perduta.

***



Lizzie: Mi chiedo chi abbia scoperto che la poesia ha il potere di scacciare l’amore.
Darcy: Credevo fosse il nutrimento dell’amore.
Lizzie: Se l’amore è deciso e vigoroso, può darsi. Ma se è solo una vaga inclinazione penso che un misero sonetto lo faccia morire di fame.
Darcy: Cosa raccomandate dunque per incoraggiare i sentimenti?
Lizzie: La danza. Persino se il cavaliere è appena passabile.

 Da Emma

La natura umana è così ben disposta verso persone che sono in situazioni interessanti, che di una persona giovane che si sposi, o che muoia, non si dirà sicuramente altro che bene.

***

«Non so se dovrebbe essere in questo modo, ma di certo le sciocchezze cessano di essere tali, se fatte da gente assennata in modo sfacciato. La cattiveria è sempre cattiveria, ma la sciocchezza non è sempre sciocchezza. Dipende dal carattere di quelli che la praticano»

***

[Il signor Knightley] L’aveva trovata agitata e depressa. Frank Churchill era una canaglia. L’aveva sentita dichiarare che lei non l’aveva mai amato. Il carattere di Frank Churchill non era poi così terribile. Lei era la sua Emma, gli aveva dato la mano e la parola, quando erano rientrati in casa; e se lui avesse potuto pensare a Frank Churchill in quel momento, forse l’avrebbe ritenuto un gran bravo ragazzo.

***

<<[…] Lasciate fare a me. Inviterò io i vostri ospiti>>.
<<No>>, rispose lui con calma, <<Al mondo c’è una sola donna sposata a cui io posso consentire di invitare gli ospiti che vuole a Donwell, e questa è…>>
<<…la signora Weston, supongo>>, lo interruppe la signora Elton, alquanto mortificata.
<<No… la signora Knightley; e fino a che non ci sarà una signora Knightley, provvederò per conto mio a simili faccende>>.

Ecco quali bellezze si incontrano gironzolando per il web ;)

Salve a tutti i miei follower! ^^
Quest’oggi ho intenzione di allettarvi con un po’ di musica che io trovo piuttosto rilassante ^^

Ho trovato queste canzoni cercandone alcune celtiche/irlandesi.. gustatevi con me i piacevoli risultati! 🙂
Eccone un primo assaggio ^^

 Il nome di questo giovane compositore è Adrian von Ziegler. Come già detto, l’ho conosciuto per caso e la prima canzone che vi ho proposto è una delle mie preferite!
Adrian, nato il 25 dicembre 1985, è un compositore svizzero che si occupa di vari stili.
Ha cominciato ad entrare nel mondo della musica intorno ai 15 anni come batterista in una rock band; sognando però di produrre qualcosa di proprio abbandona il gruppo e comincia a strimpellare con la chitarra. Tra gli anni 2007-2009 ha registrato molte canzoni demo nelle quali la chitarra cominciava ad essere sostituita dalla tastiera.
Nell’estate 2009 entra in contatto con la Magix Music Maker e gli elementi orchestrali all’interno delle sue canzoni iniziano ad essere fondamentali nel suo stile neoclassico, gotico e celtico che andava sviluppando. All’inizio del 2010 il suo livello di riconoscimento si è accresciuto inrr breve tempo grazie alle canzoni Celtic Tale e Your Dying Heart. Questo incrementa la sua fiducia e il suo sogno di riuscire a pubblicare un album che verrà coronato nel mese di giugno dello stesso anno, Requiem, e ne rilascerà altri 5 tra l’anno 2010 e il 2011.

Fonte: pagina facebook Adrian von Ziegler


L’ultima, lo prometto!!

Poi, come altre vi consiglio: 
Unique

Ora vi saluto!
Spero che le canzoni che ho inserito vi siano piaciute! 🙂
Buona serata dalla vostra..
Yvaine!